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Scritto Sabato 19 settembre 2020 alle 15:11

Olginate: in chiesa l'addio a Salvatore De Fazio, il 47enne assassinato domenica. Don Matteo: 'questa morte è un black-out improvviso, preghiamo per la famiglia'

È spettato al parroco di Olginate don Matteo Gignoli il compito di pronunciare l'omelia nel corso delle esequie di Salvatore De Fazio, il 47enne assassinato domenica a colpi di pistola all'incrocio tra via Santa Maria e via Albegno. Il sacerdote, affiancato da don Andrea Mellera, ha parlato dall'altare a una navata completamente occupata, con decine di persone radunate anche sul sagrato della Chiesa Parrocchiale.



"Oggi siamo qui per stringerci in un grande abbraccio intorno alla famiglia di Salvatore, per condividerne il dolore, la sofferenza di aver visto un cammino interrotto così presto" ha esordito don Matteo Gignoli. "Quando la morte entra nella nostra vita la percepiamo sempre con fatica, come qualcosa che ci porta via il passato - di cui resta solo un ricordo - ma anche il presente, che non ci fa più guardare con occhi buoni il tempo che ci rimane da vivere. E oggi il dolore è ancora più forte, perché quella di Salvatore è stata una morte violenta, che ha dentro tutto il peso della mancanza di senso: siamo senza parole per quanto accaduto, a volte pensiamo che certe cose succedano solo nei film, ma questo evento ha toccato violentemente la nostra vita, i nostri affetti. In questi giorni mi è venuta in mente un'immagine che forse può descrivere bene questo momento: quella del black-out che arriva improvvisamente, succede e basta, facendo nascere nel nostro cuore il sentimento della paura, di fronte al quale non possiamo che stringerci alle persone intorno a noi. Domenica il buio è entrato prepotente nella vita di questa famiglia, di tutti noi: il buio di non saper più che cosa fare, di non riuscire a muoverci, di sentirci soli, del senso di colpa".


Al centro dell'altare il parroco don Matteo Gignoli

"Chiediamo a Dio che Salvatore possa essere nella sua luce, accolto, sebbene la sua vita si sia fermata in questo modo così tragico e violento: saperlo lì ci fa bene" ha proseguito il parroco. "E chiediamo un po' di luce anche per noi, per poter camminare e andare avanti. Anche il Vangelo ci può aiutare: nel brano che abbiamo ascoltato oggi, Gesù si trova con i suoi amici qualche ora prima della sua Passione, prima di ricevere su di sé tutta la violenza possibile. Prima di lasciarli, si raccomanda a loro chiedendo di fidarsi di lui, di non avere paura: queste parole possono essere di conforto anche per noi, possono ricordarci che Gesù non ci lascia soli".
"Signore, dacci il coraggio di vincere quei sentimenti che ci potrebbero tenere nel buio, facci camminare nella tua luce: è questa, oggi, la nostra semplice preghiera per Antonella, per i figli di Salvatore, per i suoi parenti e per tutti coloro che gli hanno voluto bene. Signore, aiutaci a guardare ancora la vita con occhio di speranza" ha concluso don Matteo.
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