Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 118.897.141
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 11/04/2021
Merate: 13 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 8 µg/mc
Lecco: v. Sora: 13 µg/mc
Valmadrera: 16 µg/mc
Scritto Giovedì 01 ottobre 2020 alle 16:10

Crac Cinomatic: si apre il processo per bancarotta, tra fatture false e 'distrazioni'

Il Tribunale di Lecco
Sono chiamate a rispondere, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta, tanto per aver – secondo la pubblica accusa – aggravato il dissesto della società attingendo a finanziamenti ottenuti di fatto falsando i bilanci tanto per aver distratto alcune somme di denaro dei conti dell'impresa. E' entrato quest'oggi nel vivo il procedimento penale intentato nei confronti delle signore Rosalba Nogara (classe 1938) e Monica Cibin (classe 1967), rispettivamente amministratore di diritto e supposta amministratore di fatto della Cinomatic srl, società lecchese specializzata nella costruzione di piccole gru per ristrutturazioni edili, dichiarata fallita nel 2009. E proprio nell'istanza in proprio presentata ai giudici  sarebbe contenuto – secondo quanto emerso quest'oggi in Aula dall'escussione del curatore Antonella Balderacchi – l'autodenuncia, sottoscritta in realtà dal liquidatore (considerato però una mera “testa di legno”) circa la ripetuta falsificazione dei bilanci dell'impresa messa in atto su più annualità al fine di ottenere dalle banche liquidità. “L'obiettivo era creare finanza chiedendo soldi a terzi, ovvero gli istituti di credito” ha spiegato la teste. “Non avendo nulla da dare in garanzia, l'unica operazione che potevano fare era l'emissione di riba. Emettevano sia fatture false che effetti falsi” ha sostenuto, rispondendo dinnanzi al collegio giudicante – presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Giulia Barazzetta – alle domande poste dal procuratore facente funzioni Paolo Del Grosso. Tre, nel dettaglio, gli anni presi in considerazione dalla professionista: il 2006 (“quando emerge l'insolvenza”), il 2007 e il 2008. Di tre milioni il debito complessivo maturato dalla Cinematic nei confronti delle banche.
Venendo invece alle ipotesi distrattive, in contestazione 109.000 euro rappresentanti dalla liquidità di cassa non rinvenuta dal curatore nonché due assegni per 20.000 euro emessi in favore delle due donne, madre e figlia, con la signora Nogara ritenuta dalla dottoressa Balderacchi “priva di competenze tecniche” e la signora Cibin indicata invece come colei che, dalla morte del fratello, nel 2001, “ha accompagnato il padre in tutte le attività di carattere amministrativo e decisionale, fino al fallimento, anche durante la liquidazione e anche dopo aver ceduto le proprie quote”.
Rinviata ad una prossima udienza l'escussione dei testi della parte civile, rappresentata dall'avvocato Alessandro Dell'Oro oggi sostituito dal collega Luigi Taruselli così come della difesa, con entrambe le imputate assistite dall'avvocato Massimo Di Marco del Foro di Como.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco