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Scritto Giovedì 01 ottobre 2020 alle 18:23

Il metalmeccanico trascina l’economia lecchese ma per Covid chiuse 163 imprese. E ora si teme lo sblocco dei licenziamenti

L'ultimo rapporto a cura dell'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como e Lecco analizza in profondità il settore metalmeccanico lariano, partendo dal presupposto che sia a Como che a Lecco sia quello più rappresentativo.

Il lecchese risulta addirittura al primo posto a livello regionale e nazionale per quanto riguarda l'incidenza del metalmeccanico sul totale delle imprese. Secondo i dati raccolti dalla Camera di Commercio ''lariana'', a fine giugno 2020 le aziende metalmeccaniche lecchesi sono 2.169, pari al 9,5% del totale. Pur essendo il più alto d'Italia, è un dato in diminuzione. ''Negli ultimi 4 anni e mezzo – osserva l'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio - l’area lariana ha visto diminuire il numero delle aziende metalmeccaniche di 245 unità, e il peso rispetto al totale è sceso dal 6,9% al 6,6%. Como ha perso 82 unità attive (-3,7%) e la quota è scesa dal 5,2% al 5%. La provincia di Lecco, nonostante abbia confermato la propria leadership nel settore, ha subito un "dimagrimento" di 163 imprese attive (-7%); l’incidenza è scesa dal 10,2% al 9,5%''.

Il drammatico periodo segnato dalla pandemia non ha fatto altro che consolidare la discesa, anche se il Lecchese si può dire si sia difeso abbastanza bene.

''Rispetto a fine 2019 – spiega la Camera di Commercio - l’area lariana ha visto diminuire il numero delle aziende metalmeccaniche di 43 unità (-1%). Como ha perso 36 unità attive (-1,7%) e la quota è scesa dal 5,2% al 5%. La provincia di Lecco ha evidenziato una diminuzione di 7 imprese attive (-0,3%); l’incidenza è rimasta stabile''. A reggere è stata soprattutto la forza lavoro. Come è noto le aziende non hanno potuto licenziare alcun dipendente – e non lo possono fare tutt'ora – ma nel Lecchese i lavoratori del metalmeccanico sono addirittura aumentati. ''Nei primi 6 mesi del 2020 l’area lariana ha visto diminuire di 11 unità gli addetti del comparto metalmeccanico (la quota è salita leggermente fino al 17,4% del totale)'' si osserva nell'analisi della Camera di Commercio di Como e Lecco. ''Como ha visto calare i lavoratori di oltre 100 unità (-0,6%; la quota resta invariata al 10,8%); a Lecco, gli addetti del settore sono cresciuti di quasi 100 unità (+0,3%; il peso del comparto sale al 28,6%)''.
Ciò non toglie, come sottolinea Fim Cisl Lombardia in un recente comunicato, che la pandemia non abbia impattato negativamente sul settore, anche nel Lecchese. Da gennaio a fine giugno 2020 sono state colpite dalla crisi in Regione 18.673 aziende contro le 392 di fine 2019 con 382.885 lavoratori (erano 17.288 nel periodo precedente). ''Permanendo il divieto di licenziamento e gli ammortizzatori sociali, temiamo un contraccolpo occupazionale nel 2021”, commenta Andrea Donegà, segretario generale della Fim lombarda. I territori maggiormente coinvolti – spiega la Fim - nel semestre sono quelli di Bergamo, Brescia, Monza Brianza e Milano. Nel Lecchese le aziende interessate dalla crisi sono state 1.102 secondo la Fim con 38.244 i lavoratori coinvolti (il 9,99% del totale).

Scarica qui
la nota informativa della Camera di Commercio lariana.
Scarica qui
il rapporto integrale della Fim Lombardia.
A.S.
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