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Scritto Lunedì 05 ottobre 2020 alle 18:31

Il centrodestra: Gattinoni ha spaccato la città consegnandola alla sinistra

Sconfitti (forse, per via del ricalcolo che verrà chiesto alla commissione elettorale) ma, almeno all'apparenza, ancora battaglieri. I "leader" del centrodestra lecchese hanno commentato lo sconfortante risultato elettorale rimarcando tutti l'esiguità della vittoria dell'avversario che ha avuto la meglio per appena 31 voti all'esito di nove mesi di campagna elettorale.

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Lanciatissimo Beppe Mambretti, coordinatore della lista Lecco Merità di più - Forza Italia che ha ricordato come la coalizione non sia scesa a patti con soggetti esterni e abbia rispettato tutti i corpi intermedi. Il riferimento è all'accordo siglato da Gattinoni con Appello per Lecco e all'endorsement ottenuto dal centrosinistra dalla Cgil che, "in questi tempi duri, dovrebbe occuparsi dei lavoratori, non di politica".
Lecco è così stata descritta da Mambretti come una città "che si sposta completamente a sinistra: per la prima volta gli eredi di rifondazione sono al governo". Una città che esce dalle elezioni spaccata. Un concetto questo sul quale il centrodestra batte chiodo. "Faccio gli auguri a Mauro Gattinoni nella preoccupazione però che dopo aver spaccato la città non sia in grado di riunirla". Citati espressamenti temi divisivi che hanno caratterizzato la campagna elettorale, dallo scontro generazionale all'essere cattolico, fino alle etichette razzista/antirazzista.
Concetti analoghi sono stati espressi dal coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Fabio Mastroberardino, citando altresì come il rivale quest'oggi abbia vinto "per una virgola" mentre al primo turno Ciresa aveva dominato distaccandolo di mille e più voti.
Proprio su tale aspetto Emanuele Mauri, segretario cittadino della Lega, invita Gattinoni alla riflessione, annunciando "una opposizione sicuramente responsabile e dura. Per quanto necessario faremo la nostra parte anche dai banchi della minoranza". "L'amarezza c'è" ammette però. E si vede.
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