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Scritto Martedì 06 ottobre 2020 alle 17:24

Lecco: Virginio Brivio (commosso) cede la fascia a Mauro Gattinoni. Tra i doni anche le forbici per i tanti tagli del nastro previsti

Virginio Brivio ha ceduto la fascia a Mauro Gattinoni. Dopo la proclamazione di quest'ultimo a 36esimo sindaco della storia della città di Lecco avvenuta questa mattina in Municipio, nel pomeriggio Palazzo Bovara ha ospitato una seconda cerimonia, meno formale, alla presenza dei famigliari del nuovo primo cittadino, dei suoi più stretti collaboratori e di diversi sostenitori intervenuti per assistere in presa diretta al passaggio del testimone tra colui il quale ha guidato il Comune negli ultimi dieci anni e il suo successore, eletto nel pomeriggio di ieri con uno scarto minimo sull'avversario.

Virginio Brivio e Mauro Gattinoni

Tre (numero che ricorre spesso nei suoi interventi) gli auspici espressi da Brivio, arrivato alla fine del proprio discorso alla commozione nel ringraziare “la comunità della città e soprattutto la comunità di lavoro del Municipio”. Uno di questi è legato proprio alla necessità ora di lasciarsi la campagna elettorale alle spalle. “La consegna che un sindaco ha - l'ha già detto anche lui e non tocca a me fare prediche o invocazioni moralistiche - è tenere insieme la comunità, perchè c'è il momento della sfida tra visioni differenti ma c'è anche il momento in cui una comunità deve affrontare sfide comuni. L'auspicio dunque è che questa sede consiliare sia il luogo nel quale, senza annacquare le diversità, si ponga però una sintesi che sia il più possibile a favore della collettività nel suo insieme” ha detto parlando a Gattinoni e ai presenti, rivolgendosi poi, quasi da “grande saggio” ai nuovi eletti – diversi dei quali approderanno in Aula per la prima volta – pregandoli di mantenere l'entusiasmo sfoggiato nella lunga corsa elettorale, dimostrando al tempo stessa anche di saper chiedere laddove necessiteranno di consigli. “Certe volte – ha sostenuto Brivio – si guadagna tempo, non lo si perde, domandando”.

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Scrosciante l'applauso a lui riservato, così come fragoroso il battimano dedicato poi a Gattinoni non appena ha indossato fascia tricolore e spilletta con il logo della Città. Le sue prime parole sono state di ringraziamento, proprio a Virginio Brivio “per la guida attenta e discreta in questi mesi, lunghissimi e particolari”, ricordando come il suo cambio di passo – lo slogan usato in campagna elettorale – non sarà certo un cambio di direzione. Sottolineando di avere “tutto da imparare”, il neo-sindaco ha rimarcato altresì come l'aver ascoltato tanto, in questi mesi tra i lecchesi, abbia permesso a lui e ai suoi sostenitori di testare il polso di Lecco. “Abbiamo – ha sostenuto - la consapevolezza e la serenità di allinearci su un percorso che abbiamo scelto”, assicurando volontà di “dare serenità di rapporti alla nostra comunità, perchè attorno ai progetti concreti si impara a lavorare insieme, cadono le barriere e si mettono insieme le persone”. Con l'impegno già assunto ieri di “essere il primo cittadino non di tutti ma di ciascuno”.

Il nuovo sindaco con i suoi famigliari: il fratello, i nipotini e i genitori (assente la moglie Paola, impegnata al lavoro in sala operatoria)

Anna Niccolai, Alfredo Marelli, Andrea Frigerio, Mauro Gattinoni, Alessio Dossi e Alberto Anghileri

Domani mattina alle 9 il primo incontro con i dirigenti comunali. Entro dieci giorni – come previsto  - la convocazione del primo consiglio comunale, con la prima seduta immaginata tra due-tre settimane, tempo necessario anche per ufficializzare la Giunta, che – ha garantito – terrà conto delle indicazioni arrivate dalle urne, in considerazione delle attitudini di ciascuno con l'innesto di tecnici esterni scelti su base fiduciaria.
Oggi è però ancora il giorno della festa. E Virginio Brivio non si è risparmiato quanto a regali. Sulla sua ormai ex scrivania – incredibilmente sgombera di carte – ha fatto trovare a Gattinoni, tra le altre cose, una maglietta della protezione civile, la tessera per “l'acqua del sindaco” e quella per il bike sharing. Gli ha altresì lasciato in eredità doni ricevuti a titolo personale come il crocefisso realizzato con le tavole dei barconi di Lampedusa e un messaggio di Matteo Renzi. E soprattutto gli ha passato le “forbici d'oro” del Comune, per i tanti tagli di nastro che lo attendono.

Gattinoni nell'ufficio del sindaco con i doni ricevuti da Virginio Brivio

“Raccolgo questo testimone su scelta dei cittadini lecchesi. Spero di essere all'altezza del ruolo con un temperamento diverso ma con quel fondamentale comune di essere vicino alle persone e guardare alla concretezza dei problemi” la chiosa del nuovo borgomastro ringraziando di nuovo il predecessore. “Questa è la cifra con cui in punta di piedi mi accingo a fare il primo passo da sindaco di Lecco”.
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