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Scritto Martedì 06 ottobre 2020 alle 17:59

Monte Marenzo: in centinaia ai funerali di Elisabetta Losa, giovane mamma scomparsa a 43 anni. La figlia: 'ci hai insegnato a lottare con il sorriso'

Non è bastato lo spazio all’interno della Chiesa di Monte Marenzo per l’ultimo abbraccio che la comunità ha voluto consegnare ad Elisabetta Losa, 43 anni, prematuramente scomparsa domenica 4 ottobre. Un abbraccio che è cominciato ben prima delle 14.30, orario concordato per celebrare le esequie, con il rosario e la preghiera all’interno della Parrocchiale già piena e un gruppo di persone all’esterno, in una silenziosa attesa del feretro.


Elisabetta Losa

Ad officiare la messa don Angelo Roncelli, da poco insediatosi nel paese della Valle San Martino, come da lui stesso sottolineato durante l’omelia: “E' uno di quei momenti che nessuna persona, nessuna famiglia, nessuna comunità vorrebbe vivere, la morte di una giovane mamma. Cosa posso dire al marito, ai fratelli, ai suoi cari in un momento così, soprattutto io che sono arrivato qui da poco?”.


Don Angelo Roncelli

E allora il sacerdote si è appellato al Vangelo letto la scorsa domenica, in cui è centrale la figura di Giobbe, colui che da uomo di successo e fortuna perde tutto da un momento all’altro, ma non la fede verso Dio. “Quando Giobbe viene colpito negli affetti, in quello che possiede, non smette di credere nella vita eterna. Non è bello né giusto che una persona giovane se ne vada così, per un male incurabile, dopo tante sofferenze e tentativi di essere curata, non è giusto diciamo noi”.
Don Angelo ha quindi cercato di spostare l’attenzione dei presenti, di una comunità profondamente scossa da questa scomparsa, verso i giorni in cui “Elisabetta c’è stata, quando Dio ha concesso la sua presenza a Massimiliano, ai suoi figli, ai suoi amici: da quello che ho visto e sentito era una persona molto conosciuta e amata in paese e non solo. La vita di tutti noi è preziosa, e il Signore ci vuole con sé per sempre quando il nostro compito sulla terra è terminato. Ma quello di Elisabetta non lo era ancora secondo noi: pensiamo ai due figli, al marito, al bimbo ancora piccolo. Preghiamo allora il Signore perché sappia sostenere Massimiliano in questo compito di crescita ed educazione”.



E proprio su questo aspetto il parroco ha voluto lanciare un appello alla comunità, accorsa così numerosa per le esequie di Elisabetta. Se Giobbe, quando ha perso tutto, è rimasto solo - anche la moglie lo ha abbandonato - lo stesso non deve succedere in questo caso: “La nostra fede ci muove ad essere fratelli, a non lasciare solo chi è nel momento della prova. La partecipazione a questa messa dimostra che vogliamo, che volete stare vicino alla famiglia di Elisabetta”.
Una vicinanza vissuta anche dal sacerdote in prima persona, seppur brevemente, dal momento in cui è arrivato a Monte Marenzo: “Li ho conosciuti per la Cresima che la piccola Carolina farà domenica prossima, poi per il sacramento del matrimonio che Massimiliano ha chiesto con forza: "Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo perché le cose si mettono male". Sono stato nella loro casa per celebrarlo e poi ancora per dare ad Elisabetta l'ultima benedizione”.
Nel tentativo di rendere meno straziante il momento, don Angelo ha sottolineato come “questi sacramenti” - in primis la volontà del giovane uomo di legarsi alla sua compagna con le nozze, poco prima della sua scomparsa - “non sono stati inutili, sono delle preghiere, il bagaglio per il suo viaggio verso il Signore, la chiave per entrare nella casa del Padre”.



A conclusione della funzione, un piccolo momento è stato dedicato alla figlia di Elisabetta e Massimiliano che, per voce di una coetanea, ha letto pubblicamente alcune righe indirizzate alla madre: “Ciao mamma, anche se non sei più qui con noi so che mi senti; volevo ringraziarti per tutto quello che mi hai insegnato, per l’amore che mi hai dato e per la pazienza che hai sempre avuto. Sei volata via troppo presto, lasciando un vuoto immenso; avevamo ancora tante cose da fare, come la crociera che tanto desideravi. Sarà dura senza di te, ma tu mi hai insegnato che bisogna lottare sempre con il sorriso, proprio come facevi tu. Io, Ale e papà, insieme lo faremo per te. Tu stai tranquilla, che vicino a noi ci sono tante persone che ci amano. Grazie di tutto mamma, sarai sempre nel mio cuore, la tua figlia Carolina”.
Al termine del funerale, un corteo silenzioso e rispettoso delle norme ha accompagnato il feretro di Elisabetta al vicino cimitero per l’ultimo saluto. La giovane donna lascia anche la mamma Marcella, il papà Dario, la sorella Roberta, il fratello Emanuele, i suoceri Maria e Carmelo e i parenti tutti.
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A.A.
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