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Scritto Mercoledì 14 ottobre 2020 alle 17:01

Lecco: al via la stagione del Teatro Invito, tante proposte con un messaggio di 'speranza' alla città

“Guarda, il teatro è tornato” è lo slogan con il quale il lecchese Teatro Invito dà il via alla stagione 2020-2021 dopo circa sette mesi di interruzione per l’emergenza covid. Ed è uno slogan che vuole essere un messaggio lanciato alla città, per ritrovare fiducia in un periodo che peraltro va facendosi ancora più preoccupante, e contro le ansie che ne vengono generate osa la carta dell’ottimismo, preannunciando addirittura una serie di spettacoli per le scuole – quando, ad oggi, le "gite" sono ancora vietate dalle norme sanitarie – a partire dal mese di gennaio.
La conferenza stampa di presentazione della stagione della sala di via Foscolo a Castello è stata dunque qualcosa di più di una semplice elencazione di date e appuntamenti, ma un momento appassionato che ha visto assieme Luca Radaelli ed Elena Scolari di Teatro Invito, Andrea Panizza dell’associazione “Dinamo culturale” e Marco Randellini de “Il cerchio tondo”.



"Riapriamo il teatro dopo mesi – ha detto Luca Radaelli – potendo ospitare un pubblico composto dalle 100 alle 160 persone (secondo la presenza di congiunti o meno). Significa al massimo metà sala. Economicamente, forse, non sarebbe nemmeno conveniente. Inutile dirlo, il settore è in difficoltà e chi si occupa di teatro per le scuole è in profonda crisi. E se il giornalista Piero Sansonetti dice che il comparto è marginale nell’economia italiana, dimentica i 300mila lavoratori che vi sono impegnati. Ma non c’è solo questo aspetto, il teatro è anche un presidio civile. In questi mesi si è dato molto spazio alla salute fisica e a quella del portafoglio, troppo poca a quella spirituale: perché i danni collaterali di questa pandemia sono psicologici, sociologici, culturali ed educativi. Chi lo dimentica non sta capendo niente di quanto sta accadendo".


Luca Radaelli ed Elena Scolari

E a questo proposito, le parole di Marco Randellini del “Cerchio tondo” sono eloquenti: presentando gli spettacoli domenicali per famiglie, ha parlato dei bambini "che hanno bisogno di questi momenti, come del resto hanno dimostrato gli eventi che abbiamo organizzato nel corso dell’estate e dai quali ci aspettavamo un riscontro minore rispetto a quanto invece verificatosi".
Lo stesso Andrea Panizza ha rilevato come lo stesso buon andamento della rassegna cinematografica dimostri la voglia di tornare in sala in compagnia e non limitarsi alla fruizione individuale come avvenuto nei mesi dell’isolamento casalingo.
Sul fronte degli spettacoli per studenti – ha chiosato Elena Scolari – sono state alcune scuole che si sono mosse spontaneamente per chiedere cosa si sarebbe potuto organizzare. In questi mesi inoltre gli stessi “abbonamenti al buio” sottoscritti prima ancora di conoscere i titoli in cartellone sono stati più del previsto.


Marco Randellini

Tutte testimonianze di una voglia di tornare alla normalità, dunque, una normalità che sembra allontanarsi nuovamente, una voglia che nei bambini è ormai accertato provochi grossi disagi.
"Pertanto abbiamo deciso di riaprire – ha detto ancora Radaelli – invitando la gente a teatro. In sicurezza, perché il teatro è un posto sicuro. Posti distanziati, prenotazioni obbligatorie, mascherina da tenere sul viso perché ci si possa sentire ancora più sicuri. Non farlo sarebbe stato sbagliato, sarebbe stato un venir meno alla funzione pubblica. Il messaggio che vogliamo lanciare alla città è appunto quello di uscire di casa, di non barricarsi, la situazione è preoccupante ma non tragica. Non disperdiamo un patrimonio culturale".


Andrea Panizza

Quindi si riparte. Primo appuntamento, la sera del 22 ottobre alle 21 per la presentazione al pubblico dell’intera stagione con un ospite d’eccezione: lo scrittore Roberto Piumini con il suo ultimo libro “La barba del Manzoni”, una rivisitazione decisamente parodistica dei “Promessi sposi”. Lo intervisterà Franco Minonzio della libreria “Parole nel tempo” (con la quale la serata è organizzata in collaborazione).
Poi le stagioni vere e proprie. Già partita quella cinematografica con otto film in programma tra ottobre e novembre, "titoli che non si possono vedere facilmente – ha spiegato Panizza – pur avendo ottenuto riconoscimento ai vari festival e che non sono stati distribuiti nei circuiti tradizionali".
La stagione di prosa prenderà il via con “A riveder le stelle”, la celebre “liberazione” di Dante uscito dall’inferno e tornato a scrutare il cielo stellato, quasi uno spettacolo che vuol racchiudere il messaggio di speranza di quest’epoca pandemica, per quanto l’uscita a riveder le stelle oggi appaia ancora lontana. Complessivamente la stagione di prosa proporrà nove spettacoli, più un altro conclusivo fuori abbonamento. E a proposito di abbonamenti, ne è previsto uno per l’intera stagione e uno per quattro rappresentazioni a scelta.
In programma anche la rassegna di teatro musicale con sei spettacoli in tutto (tre dei quali proposti in collaborazione con l’associazione “Mikrokosmos”): per questa nessun abbonamento, ma biglietti singoli a prezzo ridotto.
Abolita la piccola stagione di spettacoli “sportivi”, per quanto un titolo sia stato inserito nella prosa per mantenere comunque un legame. E riproposto anche l’appuntamento della domenica con il teatro per famiglie, con l’attenzione rivolta appunto ai più piccoli: in programma dieci giornate tra il 25 ottobre e il 28 febbraio.

Per il cartellone completo CLICCA QUI.
D.C.
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