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Scritto Giovedì 15 ottobre 2020 alle 16:26

Lecco: proseguono gli accertamenti sulla presunta violenza sessuale in Psichiatria

L'ospedale Manzoni di Lecco
Lui parrebbe essere già stato considerato totalmente incapace di intendere e volere in relazione al primo episodio di cui si è resto responsabile il 13 maggio scorso. Più scemata la valutazione del consulente della Procura, invece, in riferimento alla seconda parte della vicenda, ambientata tra le mura dell'Ospedale Manzoni di Lecco, con l'eventuale capacità di stare in giudizio dell'uomo da rivalutare.
Proseguono gli accertamenti sulla presunta violenza sessuale denunciata da una paziente ricoverata in primavera nel reparto di Psichiatria del nosocomio di via dell'Eremo. Unico indagato un 38enne italiano - S.F. le iniziali - finito anch'egli in struttura in quanto sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio dopo aver dato in escandescenze in un Bar-Tabacchi di Corso Bergamo: avrebbe dapprima importunato altri avventori, costringendo il gestore del locale a chiamare la Polizia. All'arrivo delle divise il soggetto si sarebbe chiuso in bagno, rifiutandosi di uscire per poi appiccare un incendio all'interno alla toilette e gettarsi fuori dalla stessa completamente nudo, provando anche a far propria la pistola di uno degli operanti. Portato fuori, avrebbe colpito la Volante in uso agli agenti, rimediando infine una denuncia per resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, atti osceni e lesioni personali, venendo trasferito al Manzoni per un TSO. Per tale "antefatto" parrebbe poter essere giudicato non punibile. Ma il "grosso" dell'accusa mossa ora nei suoi confronti verte sulle presunte attenzioni particolari - si parla di una leccata nelle parti intime - che, qualche giorno dopo rispetto al 13 maggio, avrebbe rivolto a una paziente ricoverata come lui in Psichiatria. La donna - gravata da acclarati problemi di salute mentale - avrebbe riferito l'accaduto al proprio fidanzato, denunciando poi S.F., indagato dunque anche per violenza sessuale, dalla dottoressa Giulia Angeleri, titolare del fascicolo. La stessa, in attesa dell'esito degli ulteriori accertamenti chiesti alla Squadra Mobile, starebbe valutando se e come escutere la presunta persona offesa, per un primo riscontro sulla sua attendibilità. Gli elementi poco chiari rispetto all'episodio - mai ammesso dal 38enne - parrebbero essere diversi e certamente il contesto in cui lo stesso si sarebbe verificato non aiuta. Già comunque "attenzionata" la cornice e dunque un reparto di Psichiatria promiscuo, con verifiche sulla co-presenza di degenti maschi e femmine e suoi protocolli di gestione degli stessi, in piena emergenza coronavirus, tra l'altro. Nell'arco di qualche settimana si attende la chiusa delle indagini con la decisione poi del magistrato, circa l'eventuale richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.
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A.M.
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