Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 100.652.138
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 18/10/20

Merate: 36 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 31 µg/mc
Lecco: v. Sora: 23 µg/mc
Valmadrera: 22 µg/mc
Scritto Giovedì 15 ottobre 2020 alle 18:52

Mandello: trascinato a giudizio dalla badante per violenza ammette solo l'infatuazione

“Non esiste proprio”. Questa l'affermazione ripetuta per allontanare da sé ogni addebito in relazione ai due episodi più gravi tra quelli indicati nel capo d'imputazione, sintetizzabile nel reato di violenza sessuale, seppur nella sua forma più lieve. Trascinato a giudizio dalla badante albanese assunta per assistere la moglie, impossibilita a gestirsi da sola per gravi problemi di salute, un 64enne di Mandello quest'oggi ha avuto la possibilità di raccontare al collegio giudicante – presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Martina Beggio – la propria verità, ammettendo di essersi infatuato dell'assistente domestica ma negando categoricamente sia di averle infilato in un'occasione del denaro nel reggiseno, sia – in altro momento – di averle messo la mano sul petto e poi nell'interno coscia mentre la stessa stava guidando.
“Mi sono sempre comportato con rispetto” ha asserito rispondendo alle domande del sostituto procuratore Andrea Figoni che ha anche cercato di “indagare” su altri aspetti introdotti, rendendo testimonianza, dalla presunta parte offesa costituitasi parte civile per il tramite dell'avvocato Patrizia Guglielmana, presente personalmente anche quest'oggi in udienza. L'uomo è stato così chiamato a spiegare perchè avesse organizzato una cena chiedendo alla badante di parteciparvi con la famiglia nonché a giustificare alcuni messaggi inviati alla donna e ad una reciproca conoscente, poi assunta come sostituta della denunciate, finita anch'ella per farsi licenziare e querelare infine il mandellese per altri episodi per i quali la Procura ha ritenuto di chiedere l'archiviazione. Ha preso invece una strada giudiziaria differente una ulteriore segnalazione fatta all'Arma dei Carabinieri dalla parte civile, destinataria di volantini dal contenuto diffamatori inerente la sua sfera sessuale. Su questo aspetto l'imputato – su suggerimento del difensore, l'avvocato Massimiliano Nessi – ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere eludendo così i quesiti del PM intenzionato a capire un eventuale connessione tra le accuse per cui si sta procedendo e ciò che è accaduto in tempi successivi, con il rinvenimento di cartoncini a casa dell'uomo.
Il 64enne, poi, avrebbe invece semplicemente voluto esaudire il desiderio della badante di presentarsi in ordine a una cresima anticipando 50 euro alla parrucchiera, senza altro fine. Così come avrebbere fatto domande sul conto della donna ad un barista, banalmente perchè mosso dal sospetto che buttasse il denaro, lamentandosi di non averne mai abbastanza.
Sentite quest'oggi anche la figlia dell'imputato e una amica di famiglia, in sua difesa. La causa è stata aggiornata al 4 febbraio.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco