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Scritto Venerdì 16 ottobre 2020 alle 17:15

Lecco: un salto nel tempo di quasi novant'anni, il turismo del 1933

Un “salto” nelle memorie del passato, si dice, fa sempre bene al cuore. Ci accompagna in questo singolare itinerario in retrospettiva una pubblicazione del 1933, “Ospitalità italiana”, rassegna di propaganda per la cooperazione intellettuale e del commissariato per il turismo. Era un periodico a scadenza bimestrale, diretto da Lina Poretto De Stefano, che veniva pubblicato con redazione in Milano, in corso di Porta Nuova.


Il panorama della città di Lecco nel 1933

E’ un numero di quasi cento pagine di grande formato dedicato a “Como, il suo lago, la sua provincia", in cui viene dato ampio spazio, con significative illustrazioni, alla bellezza “solenne del ramo di Lecco”. Vi sono memorie che possono suscitare ide, tracce e progetti nell’amministrazione comunale di Lecco che si appresta a varare la nuova Giunta con il sindaco Mauro Gattinoni. Nelle pagine della menzionata pubblicazione si scrive “In questo ramo del lago i ricordi manzoniani vengono incontro: forse appunto perché i luoghi hanno mutato poco, e nudi sono rimasti i monti sorgenti dall’acque, nude le rive. La barca è sempre la cara vecchia barca tradizionale".


Il ramo lecchese del Lario visto dal belvedere di Civenna

Nelle pagine seguenti un apposito capitolo è dedicato a “Lecco industre e pittoresca”. In questo capitolo si può leggere “Lecco è non solo il maggior centro della provincia di Como, dopo il capoluogo, ma uno dei più importanti della Lombardia. Con i suoi 35.000 abitanti e con un territorio superiore a quello di molte province, Lecco è in grado di superare un numero anche maggiore di province nei rapporti della potenzialità economica. Poiché non vi sono solo le industrie – di cui le principali sono il ferro, la seta, la casearia – ma vi è anche l’agricoltura con la vicina Valsassina, che ha un’importante produzione zootecnica e casearia, mentre è lecchese la più importante ditta del mondo per la produzione e l’esportazione dei formaggi”.


Il ponte di Azzone Visconti

Nella descrizione del territorio la pubblicazione si sofferma su Lecco che si presenta “A chi le muove incontro dal Lario, con aspetto ameno e pittoresco, vigilata dal Resegone che staglia nel cielo la sua cresta grandiosa frastagliata da denti dolomitici”.
L’edizione speciale della “Ospitalità italiana” in nome del turismo dedica poi particolare spazio alla “Magnifica passeggiata di Lecco lungo il lago, resa ancora più bella e suggestiva dall’impianto di alti alberi ombrosi e dai lavori di pavimentazione eseguiti recentemente". Il sito è bello e magnifici sono i suoi dintorni montani, che comprendono la zona delle Grigne, cara agli alpinisti, l’alta Brianza e la Valsassina, ricche di belle villeggiature.


Lecco industriale lungo l’Adda

“Più che luogo di soggiorno – scrive Giuseppe Silvestri – Lecco è sito di passaggio e di sosta per tutti coloro che vanno, appunto, in Valsassina o lungo la riva orientale del Lario o che hanno per meta la Valtellina e lo Stelvio, oppure Chiavenna e la Svizzera per il Bernina, o la Val Bragaglia o lo Spluga. …. Ci sono buoni alberghi e graziose trattorie in cui è dolce soffermarsi all’ombra degli alberi, in vista del lago che sussurra, con la lieve cadenza delle onde, lontani echi manzoniani ed ha luci e riflessi che donano al paesaggio note di vivacità e di gaiezza”.


Palazzo Prinetti a Merate, con il mercato

La pubblicazione dedica apposito ampio capitolo a “Merate e le sue ville” ricordando colli e laghi della Brianza; evidenzia “Il castello o come altrimenti si chiama il Palazzo Prinetti, che è tuttora il centro di Merate, nel cui abitato è facile distinguere la parte vecchia dalla nuova, la prima formata di case rustiche, dall’aspetto alquanto pittoresco, la seconda da ville e villette moderne, recinte di parchi e giardini”,
Nel settore sportivo si rammenta che sulle strade della provincia di Como si disputava il prestigioso circuito motociclistico del Lario, gara di gran fondo per le due ruote a motore, con la partecipazione dei più famosi piloti. A tale proposito viene pubblicata la foto delle rampe polverose sul Ghisallo, dopo Civenna: diventeranno popolari nel dopoguerra 1945 anche per le corse con le due ruote a pedale, grazie all’iniziativa del parroco di Magreglio, don Ermelindo Viganò, di dedicare alla Madonna protettrice dei ciclisti la chiesetta sul valico.


Le rampe del Ghisallo, dopo Civenna, verso il valico di Magreglio

Sorprende, invece, che nell’apposita pagina “Lago di Como – alberghi raccomandati – sia menzionato, nel territorio dell’attuale provincia di Lecco, solo Varenna, con quattro alberghi: Hotel Royal Victoria, Hotel Milano, Albergo Sole, Hotel Olivedo. Vi è, invece ampio spazio per tutto il  Lario, da Bellagio a Menaggio, da Tremezzo ad Argegno ed alla città di Como, con sette alberghi.
Tornando alla città di Lecco si sottolinea “che si continua alacremente a lavorare per rendere Lecco sempre più bella e degna dell’importanza che essa ha raggiunto tanto come centro industriale che come centro turistico”.
Il che equivale a ricordare, per i tempi presenti, che, spente le potenzialità del primo, rimangono aperte e vivaci le prospettive per il secondo.
A.B.
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