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Scritto Venerdì 16 ottobre 2020 alle 19:00

Coronavirus: in piena seconda ondata tutti i numeri della prima, da 512 morti in ASST in 2 mesi a 3.5 milioni di guanti forniti

La "seconda ondata" della pandemia da Covid-19 ha ormai investito il Paese e anche il nostro territorio deve tornare fare i conti con l'aumento dei contagi, che giovedì 15 ottobre sono arrivati a 51: più dei 34 registrati il 7 marzo, il giorno prima dell'inizio del lockdown generalizzato. Per prepararsi al meglio a questa nuova fase dell'emergenza, è utile ripensare a come è stata affrontata nei mesi più duri negli ospedali e nei presidi territoriali ad essi legati.

Il primo pensiero va alle persone che nei nosocomi di Lecco, Bellano e Merate hanno perso la vita a causa del Coronavirus. Secondo i dati comunicati dall'ASST di Lecco alla rivista Altreconomia, dal 21 febbraio al 30 aprile 2020 nelle strutture ospedaliere del territorio sono morte 512 persone, di cui 379 con Covid o sospetti tali: nel periodo corrispondente dello scorso anno erano state 161.

Il secondo aspetto riguarda il personale sanitario e socio-sanitario. Nel lasso di tempo considerato, 331 operatori sono stati assenti dal lavoro per infortuni Covid correlati o per isolamento con sorveglianza attiva, la maggior parte di loro (295) nel mese di marzo. Mentre i tamponi effettuati al personale (circa 3.200 operatori) sul luogo di lavoro tra marzo e l'inizio di giugno sono stati 2.333: 672 nel mese di marzo, 980 nel mese di aprile, 621 nel mese di maggio, 60 nei primi nove giorni di giugno. Al 5 giugno erano stati sottoposti al tampone 1043 operatori, 332 di loro sono risultati postivi: 215 nel polo ospedaliero di Lecco e 117 nel polo ospedaliero di Merate. Tra essi c'erano 64 medici, 181 infermieri e 52 operatori socio-sanitari (oss).

Strettamente legato ai contagi del personale sanitario e socio-sanitario, è il tema della quantità di dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori dell'ASST: calzari, camici, grembiuli, cuffie, mascherine FFP2, FFP3 e chirurgiche, guanti, occhiali da protezione, tute e visiere. A fronte di poco più di 3mila operatori, tra il 21 febbraio e il 28 di maggio sono stati consegnati: 229.600 paia di calzari, (154.610 al Manzoni, 66.690 al Mandic e 8.300 alle strutture territoriali), 236.627 camici (154.654 al Manzoni, 75.545 al Mandic e 6.428 alle strutture territoriali), 2.560 grembiuli (1.380 al Manzoni, 480 al Mandic e 700 alle strutture territoriali), 146.714 cuffie (97.960 al Manzoni, 42.864 al Mandic e 5.890 alle strutture territoriali), 119.242 mascherine FFP2 (74.048 al Manzoni, 40.594 al Mandic e 4.600 alle strutture territoriali), 425 FFP3 (285 al Manzoni e 140 al Mandic), 3.413.740 paia di guanti in nitrile (2.292.800 al Manzoni, 917.040 al Mandic e 203.900 alle strutture territoriali), 410.330 mascherine chirurgiche (265.244 al Manzoni, 107.400 al Mandic e 36.695 alle strutture territoriali), 1.851 occhiali di protezione (1.095 al Manzoni, 468 al Mandic e 288 alle strutture territoriali), 10.652 tute (7.927 al Manzoni, 2.715 al Mandic e dieci alle strutture territoriali), 3.452 visiere (1.800 al Manzoni, 1.195 al Mandic e 457 alle strutture territoriali).

Un ultimo aspetto da sottolineare riguarda il numero di pazienti con Covid dimessi dall'ASST di Lecco per essere poi ricoverati nelle Residenze socio-assistenziali (Rsa) per anziani, così come previsto da una discussa delibera regionale dell'inizio di marzo: sono stati 15. In altri territori della Regione questo fenomeno ha interessato centinaia di persone, anche se ci sono delle ASST dove questi trasferimenti sono stati ancor più sporadici: a Bergamo Ovest se ne contarono otto, in Valcamonica sette, in Valtellina e Alto Lario cinque, a Monza addirittura zero.
M.V.
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