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Scritto Martedì 20 ottobre 2020 alle 17:51

Lecco: rissa sul Viale nell'agosto 2018, si apre il processo per 4 giovani

Cocci di bottiglia a terra, gocce di sangue, vestiti strappati e diverse ferite. È questa in sostanza la scena che si è trovata dinnanzi la pattuglia della Questura intervenuta il 25 agosto del 2018 nei pressi del bar “Mojito” in viale Turati a Lecco. A ripercorrere i fatti di quel giorno ci hanno pensato -chiamati come testimoni dalla pubblica accusa, oggi rappresentata dalla Vpo Caterina Scarselli- tre operanti della Polizia che hanno partecipato all’attività d’indagine che ha portato sei giovani, due ragazze e quattro ragazzi quasi tutti di origine sudamericana e di età compresa tra i 21 e i 28 anni, al banco degli imputati con l’accusa di rissa. Due di loro, difesi dagli avvocati Luca Agostani e Emanuele Regondi, hanno chiesto nella precedente udienza di febbraio l’ammissione alla messa alla prova, con lo stralcio dunque della loro posizione; gli altri, assistiti dagli avvocati Marco Rigamonti, Nadia Invernizzi (oggi sostituita dall’avvocato Roberto Bardoni), Ilaria Guglielmana ed Elena Barra (oggi sostituita da un collega di studio) hanno invece optato per il dibattimento.
Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona è emerso - come dichiarato da uno degli operant i- che il parapiglia, scatenatosi per futili motivi, è partito tra due dei giovani nei pressi del bar: impossibile tuttavia stabilire l’identità dei soggetti “istigatori” e degli altri partecipanti poiché la baruffa si è spostata dall’esterno dell’esercizio commerciale ed è continuata tra le vetture parcheggiate lungo il viale. Il “pestaggio” collettivo sarebbe durato circa cinque minuti, abbastanza per causare ad alcuni di loro lesioni importanti, tra cui trauma cranico e fratture del metacarpo guaribili dai 2 ai 20 giorni. Quattro degli imputati sono stati trovati sul posto, quasi tutti feriti. Pochi metri più in là, in una via adiacente, è stato invece rinvenuto il quinto soggetto, riverso a terra e con una vistosa ferita sanguinante al volto; l’ultimo “partecipante” invece è stato rintracciato grazie alle sommarie informazioni raccolte sul posto dagli operanti.
L’udienza odierna prevedeva anche l’audizione degli imputati che tuttavia - seppur assenti, tranne l’assistito dell’avvocato Guglielmana - hanno deciso di non rendere esame. Il giudice Martina Beggio, nonostante l’opposizione dei quattro difensori, ha deciso, come da richiesta del pubblico ministero, di prolungare la fase istruttoria ancora di un’udienza, disponendo la citazione di altri due soggetti nominati questa’oggi dagli operanti della Questura come persone che hanno assistito ai fatti. Non solo, il prossimo 3 febbraio sfileranno al banco dei testimoni, per volontà dell’organo giudicante, anche i due soggetti che hanno stralciato la loro posizione chiedendo la messa alla prova.
B.F.
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