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Scritto Martedì 20 ottobre 2020 alle 18:37

Valmadrera: amore non corrisposto finisce in insulti social e sui muri. 55enne a processo

Amore non corrisposto e gelosia. Sarebbero questi i motivi che avrebbero portato un uomo, oggi 55enne, a scrivere su alcuni muri tra Malgrate e Pescate e sulla sua bacheca di Facebook pesanti insulti nei confronti di una donna classe 1962 di Valmadrera, con tanto di nome e cognome per renderla riconoscibile a quanti la frequentassero. La colpa di lei? Averlo, come si dice nel gergo giovanile, “friendzonato”, ovvero aver ridotto quel che a tratti parrebbe esser stata una relazione -non si sa fino a che punto resa “ufficiale”- solo un’amicizia. L’uomo infatti non si sarebbe rassegnato alla volontà di lei di tenere il loro rapporto ad un livello amichevole e, sentitosi “tradito” perchè lei avrebbe iniziato a frequentare altri, ha iniziato a scrivere sulla sua pagina personale di Facebook -ad oggi ancora visibile, nonostante i fatti siano avvenuti nel 2017- tutta una serie di insulti, alludendo alla passione per il ballo e la discoteca della sua ex amica e additandola come una donna di facili costumi.  Un’escalation di ingiurie e insulti che hanno portato la donna, vistasi recapitare anche al suo domicilio due sacchetti pieni di biancheria con il suo nome accompagnato dai soliti insulti, a denunciare l’uomo. Atti persecutori (stalking) e diffamazione, queste le accuse formulate a suo carico e per le quali si è aperto un processo penale a Lecco, continuato questa mattina nell’aula del giudice monocratico Martina Beggio, titolare del fascicolo.
A raccontare parte degli avvenimenti che hanno portato alla denuncia, due amiche e colleghe di lavoro della persona offesa, chiamate come testimoni dalla pubblica accusa -rappresentata dalla Vpo Caterina Scarselli- per aver visto in prima persona i post sulla bacheca dell’uomo e le scritte sui muri a Pescate e Malgrate. Se la prima non ha saputo definire cosa fosse successo ai due, ma ha saputo solo indicare che la querelante sospettasse che le scritte sui muri fossero da imputare all’uomo, la seconda testimone ha invece saputo ricostruire la relazione tra i due avendo frequentato la coppia: “noi tre uscivamo insieme in gruppo al sabato, andavamo a fare aperitivo e poi a ballare” ha detto, rispondendo alle domande del Vpo. “Ma ad un certo punto lui ha iniziato ad essere geloso della mia amicizia con la 58enne e a dirmi che non voleva che uscissi con loro due insieme perchè voleva stare da solo con lei. Io ovviamente ho informato la mia amica di questi fatti e così lei ha iniziato a chiedermi, obbligandomi, di uscire sempre con loro due e di fare da terza incomoda. Credo che lui si sia innamorato ma non era corrisposto, per lei era solo un’amicizia”.
Il culmine è arrivato quando l’uomo ha chiesto all’odierna testimone di incontrarsi: “in quell’occasione ha cercato di mettermi in guardia da lei: mi ha detto che era una puttana troia e che se avesse avuto una pistola le avrebbe sparato. Mi ha anche detto che aveva pagato, ancora quando ci frequentavamo, una persona per farla seguire, non so se fosse vero. A quel punto ho smesso di frequentare entrambi, avevo troppa paura”.
Cruciale, per il reato di stalking, è capire se le abitudini della donna fossero cambiate una volta iniziate le presunte condotte persecutorie da parte dell’uomo; è quanto ha cercato di capire il suo difensore, l’avvocato Arveno Fumagalli, che ha chiesto queste informazioni alle due testimoni, le quali tuttavia si sono limitate a riferire la rabbia e l’agitazione della denunciante.
Per l’udienza odierna era stata calendarizzata anche l’audizione dell’imputato ma, come rappresentato dal suo difensore, pare che l’uomo sia affetto da gravi problemi di salute e non sia stato possibile per l’avvocato raggiungerlo telefonicamente. Il giudice Beggio ha così deciso di disporre un breve rinvio al prossimo 4 novembre, come richiesto formalmente dalla difesa, per cercare di raggiungere l’imputato.
B.F.
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