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Scritto Martedì 20 ottobre 2020 alle 18:46

Dervio: alzò la voce contro un funzionario comunale, cittadino a giudizio

Non ha digerito che si fosse aperto un accertamento a carico della sua consorte e così ha pensato bene di chiarire direttamente la questione con il funzionario comunale che ha avviato la pratica. Peccato che la veemenza del privato cittadino arrabbiato lo abbia portato al banco degli imputati, chiamato a difendersi dal reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale ex articolo 336 del codice penale. A raccontare la vicenda questa mattina in tribunale a Lecco, nell’aula del giudice monocratico Giulia Barazzetta, è stato il funzionario del municipio di Dervio, presunta vittima della vicenda: “ricordo bene il signor U.B. giungere alla mia scrivania rosso di rabbia, mentre sbatteva i pugni sul tavolo” ha raccontato l’ex dipendente comunale, oggi lavoratore presso altro ente. “Era arrabbiato perché voleva che annullassi una pratica che avevo avviato io. Il fulcro dell’accertamento riguardava la verifica del reale stato della abitazione principale: una recente sentenza della Cassazione aveva stabilito che per dichiarare un immobile come tale era necessario che entrambi i coniugi avessero la residenza allo stesso indirizzo. Avevo fatto accertamenti per tutti gli abitanti del Comune, tra cui la moglie del signor U.B.”.
Continuando il suo racconto, rispondendo alle domande del Vpo Pietro Bassi, parrebbe che l’imputato -assistito dall’avvocato Michele Cervati- abbia detto al denunciante “so che ti trasferisci, ti vengo a cercare” e “sistema la cosa altrimenti finisce male" e che avrebbe, nella stessa sede, cercato di ostacolare l’uscita del dipendente comunale dal suo ufficio, bloccandogli il passaggio alla porta. “Ricordo che ero molto spaventato” ha concluso la parte offesa, “era tanto arrabbiato. Sosteneva che io avessi ricevuto un incentivo per aver avviato la pratica ma non è così: gli incentivi sono riconosciuti sugli atti una volta riscosse le somme e io non ho mai riscosso nulla perchè poi avevo chiesto un trasferimento in un altro Comune. Non so nemmeno come sia andata a finire questa vicenda”.
Sfilati nell’udienza odierna anche ex colleghe del denunciante, all’epoca dipendenti comunali di altri uffici. Nessuna di loro tuttavia ha saputo ricordare i fatti di quel giorno, sostenendo che in Comune capita spesso che i privati cittadini alzino la voce.
Il giudice ha quindi aggiornato il processo al 9 febbraio per il termine dell’istruttoria e per l’eventuale discussione.
B.F.
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