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Scritto Giovedì 22 ottobre 2020 alle 17:14

Coronavirus: la temuta 'seconda ondata' vista dalle associazioni di soccorso, tra preoccupazioni e speranze

Dalla Valsassina al capoluogo, dall'alto Lago alla Valle San Martino, il messaggio sembra ovunque lo stesso: loro ci sono e ci saranno anche se la situazione si farà ancora più complicata, anche se nessuno potrà mai essere davvero pronto ad affrontare una seconda ondata di Coronavirus. L'attenzione è alta nelle associazioni di soccorso del nostro territorio, sospese tra il comprensibile timore di rivivere un "nuovo marzo" e la speranza di riuscire a stabilizzare la curva dei contagi, dopo il preoccupante picco degli ultimi giorni. Sempre disponibili, sempre in prima linea, i volontari lecchesi auspicano che le nuove restrizioni possano avere l'effetto desiderato, bloccando sul nascere un'ondata che altrimenti potrebbe avere effetti devastanti: uno dei "nodi" da tenere sotto controllo fin da ora è quello dei DPI (mascherine, guanti, visiere, calzari...), fondamentali per la sicurezza di operatori e pazienti.


La sede dei Volontari del Soccorso di Calolzio

"Per ora siamo coperti, ma le nostre scorte sono in esaurimento" ha ammesso Roberto Carsana, presidente uscente dei Volontari del Soccorso di Calolzio, segnalando la difficoltà - almeno per la sua associazione - di reperire sul mercato tute protettive di taglia M, già quasi introvabili sul territorio. "Ad ogni uscita siamo bardati da capo a piedi, quindi il materiale che serve è tanto: nei giorni scorsi abbiamo riscontrato un importante aumento di chiamate per presunti casi di Coronavirus, circa un terzo del totale; di contro, diversi trasporti secondari - non in emergenza - sono "saltati" in quanto non prioritari".


Una bella immagine del Soccorso Bellanese

Trasporti secondari che invece proseguono regolarmente, almeno per ora, nella "squadra" del Soccorso Bellanese, che però - qualora le richieste di intervento, anche da parte di AREU, aumentassero - potrebbe trovarsi in difficoltà sul fronte delle "risorse umane". "Durante il lockdown avevamo a disposizione più volontari, persone rimaste a casa dal lavoro che potevano dare una mano in più" ci ha spiegato Paolo Rusconi. "Solitamente non rifiutiamo mai un servizio, piuttosto chiediamo di adeguare gli orari in modo tale da "incastrare" le attività con i nostri turni: in questi giorni la situazione è sotto controllo, nonostante siano già aumentati i trasporti in ospedale di persone in attesa di effettuare il tampone, così come quelli di pazienti dimessi dopo un ricovero. Per quanto riguarda i DPI al momento siamo abbastanza tranquilli, anche se purtroppo i prezzi sono rimasti molto elevati: con ANPAS siamo in stretto contatto con il Ministero e la Protezione Civile, così da recuperare il necessario in tempi rapidi e secondo le vie ordinarie. Certo bisognerà capire come evolverà la curva dei contagi nel breve termine: speriamo che questa ondata si "calmi" sul nascere...".


Un gruppo di volontari del Soccorso degli Alpini di Mandello

Dello stesso avviso Giancarlo Alippi del Soccorso degli Alpini di Mandello del Lario, che sta iniziando ad attrezzarsi in vista di una nuova possibile emergenza. "In questi giorni abbiamo deciso di limitare gli accessi alla nostra sede, per evitare il più possibile i contatti" ha commentato quest'ultimo, senza nascondere - come il "collega" di Bellano - la difficoltà nel coprire i vari turni con i volontari a disposizione. "Fortunatamente abbiamo ancora un po' di scorte di DPI (negli ultimi mesi abbiamo speso 30.000 euro per acquistarli!), ma visti i recenti sviluppi stiamo continuando a fare ordini per assicurarci di avere materiale a sufficienza: giusto ieri ho comprato altre 5.000 mascherine...".


I soccorritori della CRI Valsassina in occasione del 25 Aprile

Il magazzino è ben fornito anche nella sede della CRI di Lecco - dove il "carico" di chiamate è in crescita, seppur lontano dai livelli di marzo - così come in quella della Valsassina. Tute, visiere e calzari non mancano in quel di Ballabio, come assicurato da Pietro Duca: "Noi ci siamo, anche se in momenti come questi è impossibile essere pronti al 100%: non possiamo nascondere la preoccupazione per la situazione che si sta delineando, ma allo stesso tempo sappiamo di essere "formati" per affrontare l'emergenza, dopo quello che abbiamo vissuto in primavera e anche nei mesi successivi, quando comunque non abbiamo mai smesso di seguire i protocolli e di adottare tutte le necessarie misure di sicurezza, tra cui in primis l'utilizzo dei DPI; in questi giorni ci siamo anche resi disponibili per consegnare sul territorio i medicinali della farmacia di Pasturo, dopo la chiusura di quella di Ballabio. Siamo "al passo", non abbiamo problemi particolari: resta però da capire l'effettiva entità di questa nuova ondata di contagi, che speriamo possa essere limitata".
B.P.
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