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Scritto Venerdì 23 ottobre 2020 alle 12:31

Economia: a settembre calo della cassa nel lecchese, 'disastroso' il confronto con il '19

Nel suo rapporto mensile sulla cassa integrazione nelle Province di Como e Lecco, la UIL del Lario rileva una frenata nella richiesta di ore da parte delle aziende tra i livelli raggiunti ad agosto e quelli di settembre. Rispetto all'anno precedente tuttavia, complice il Covid, l'incremento risulta decisamente marcato. Negli ultimi due mesi, la cassa integrazione totale richiesta è scesa del 68,3% nel Lecchese, mentre a Como il ribasso è stato più contenuto con un -32,5%. Tra settembre 2020 e settembre 2019, come dicevamo, c'è però una differenza abissale: +223,1% ore richieste nel Lecchese, +10.296% nel Comasco. Preso in esame invece il periodo tra gennaio e settembre e comparato il 2020 con il 2019, la differenza è di +1.012,3% ore di cassa richieste quest'anno a Como e +2.013% a Lecco. Secondo la UIL, 13.505 sono stati i lavoratori lecchesi finiti in cassa integrazione negli ultimi nove mesi, 22.766 quelli di Como. L'emergenza sanitaria, come evidenzia il sindacato nel suo nono rapporto annuale, ha inciso in tutti i settori, provocando ''forte stress'' nel tessile e nel metalmeccanico.


Ancora una volta si deve rimarcare che il rallentamento della richiesta di cassa integrazione nel mese di settembre'' è il commento di Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario. ''Rispetto al mese precedente non deve lasciare andare a facili entusiasmi. Purtroppo, il peggioramento della situazione sanitaria per la diffusione del Coronavirus a livello globale e nel corrente mese di ottobre anche nel nostro Paese inciderà negativamente sulla domanda estera ed interna.
Il quadro economico resta preoccupante, ci sono a rischio numerosi posti di lavoro, oggi salvaguardati dagli ammortizzatori sociali e dal divieto ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, ed è necessario che queste tutele perdurino fino a quando permane la situazione di emergenza sanitaria, altrimenti si rischia un’emergenza sociale. Anche il Fondo Monetario Internazionale invita i Governi Nazionali a proseguire con gli aiuti e sostegni agli individui e alle imprese per non vanificare i sacrifici fatti fin qui''.

Scarica qui il report completo.
A.S.
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