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Scritto Venerdì 23 ottobre 2020 alle 18:14

Lecco: giovane a processo per un furto a casa di chi lo ospitava

La verità processuale è ancora tutta da accertare, ma quel che è certo è che 4 anni fa la signora che ha querelato Giuseppe Di Benedetto (classe 1993) per furto l'aveva accolto in casa e, poco dopo, erano spariti insieme a lui il telefono cellulare e il portafogli di lei.
Oggi la donna è stata ascoltata come testimone dal giudice Maria Chiara Arrighi: una volta scesa dal treno che l'ha portata a Rimini e prima di prendere la coincidenza per Cervia si sarebbe fermata in un bar per una sosta. Lì qualcuno le avrebbe sottratto il bagaglio senza che lei se ne accorgesse. “Ho avuto anche un forte attacco di panico per cui sono finita in ospedale” ha raccontato la persona offesa. “Quando mi hanno dimessa, la sera, stavo passeggiando sul lungomare. Mi si è avvicinato un giovane che mi ha detto di sapere dove fosse la mia valigia”.
Come gesto di gratitudine la donna avrebbe quindi offerto al suo benefattore un alloggio in un albergo del capoluogo romagnolo. Il giorno dopo (il 15 agosto) i due sarebbero rientrati insieme a Lecco. “L'ho fatto entrare a casa mia, dove gli ho chiesto di aspettarmi mentre mi facevo una doccia” ha continuato la denunciante, salvo poi aggiungere che al suo ritorno non c'era più traccia del giovane, né del suo telefono cellulare e del portafogli: “ha preso pure la bicicletta che tenevo in giardino”.
Per fortuna la donna sarebbe riuscita a constatare, una volta adoperatasi per bloccare il bancomat che era nel portafogli, che il presunto ladro non aveva prelevato nulla dal suo conto.
Ci sarà modo per chiarire ulteriormente la testimonianza della querelante poiché l'avvocato Elisa Magnani è stata solo di recente nominata difensore dell'imputato ed ha quindi chiesto al giudice un termine a difesa (fissato al prossimo 20 novembre) per poter studiare a dovere il caso, chiedendo dunque di rinviare il controesame della lecchese.
F.F.
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