Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 114.949.141
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 07/03/2021
Merate: 30 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 24 µg/mc
Lecco: v. Sora: 27 µg/mc
Valmadrera: 24 µg/mc
Scritto Lunedì 26 ottobre 2020 alle 15:07

Lecco: di nuovo in isolamento la PM della DDA, salta il processo per 'estorsione mafiosa'

Il sostituto procuratore della DDA
Bruna Albertini
C’è ancora da aspettare perchè entro nel vivo il nuovo capitolo giudiziario della saga della famiglia Trovato a Lecco.
Per legittimo impedimento della Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano titolare del fascicolo, dottoressa Bruna Albertini, in isolamento preventivo dalla scorsa settimana per un caso di positività al covid in Procura a Milano  -esattamente come era già accaduto lo scorso marzo - il presidente del collegio giudicante Nora Lisa Passoni ha dovuto disporre un rinvio al prossimo 25 gennaio, poco più di un anno dopo la prima udienza svoltasi nei primi mesi di questo funesto 2020. In quell’occasione, si spera, sfileranno i primi testimoni della pubblica accusa -testimoni che, non avendo ricevuto alcun avviso del rinvio, questa mattina si sono presentati ugualmente a palazzo- che aiuteranno a meglio inquadrare la vicenda. Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: è di questo reato che sono chiamati a rispondere Emiliano Trovato e sua madre Eustina Musolino, figlio e moglie del boss Franco Coco Trovato - quest’ultimo ancora detenuto a regime di “carcere duro” dopo la condanna giunta dopo l’inchiesta “Wall Street” sulla ‘ndrangheta lecchese - difesi di fiducia rispettivamente dagli avvocati Davide Monteleone e Marcello Perillo. Sembrerebbe infatti che Emiliano, secondo una tesi accusatoria ancora tutta da provare, tornato in libertà dopo aver scontato diversi anni dietro le sbarre per la condanna irrogata nell’ambito del processo “Oversize”, abbia fatto pressioni al cugino Angelo Musolino affinché gli trovasse lavoro presso la sua azienda che si occupa di movimento terra. Al rifiuto di quest’ultimo, Trovato non si sarebbe arreso e avrebbe preteso che gli venisse riconosciuto un “indennizzo” in denaro quale somma dovutagli per le vicende che hanno coinvolto i rispettivi padri (il papà della presunta persona offesa, Vincenzo, è stato a sua volta condannato nell’ambito della medesima inchiesta di Franco ottenendo poi uno sconto di pena per aver collaborato con gli inquirenti). Dopo il diniego, Emiliano – stando al capo d’imputazione ancora da provare - avrebbe perpetrato delle minacce tramite social e si sarebbe fatta avanti anche la madre Eustina, zia della (presunta) vittima, che avrebbe sostenuto la tesi del figlio appellandosi anche alla figura del marito Franco.
Al cospetto del collegio giudicante – a latere i giudici Martina Beggio e Giulia Barazzetta – per ora è stato solo conferito l’incarico al perito per la trascrizione delle intercettazioni disposte nel corso delle indagini, tra cui un colloquio videosorvegliato avvenuto il 25 maggio del 2018 nel penitenziario di Rebibbia tra Franco Coco Trovato, sua moglie e suo figlio. Il boss compare tra l’altro tra i testimoni che la pubblica accusa ha indicato nella sua lista e sarà sentito - data la sua detenzione a regime di 41 bis - in videoconferenza.
Si torna in Aula il 25 gennaio 2021.
Articoli correlati:
16.01.2020 - Altra pagina della saga dei Trovato: la moglie di Franco e il figlio a giudizio per tentata estorsione con metodo mafioso
B.F.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco