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Scritto Lunedì 26 gennaio 2015 alle 11:48

Primaluna: tetracicline nel miele, assolto titolare di un’azienda. Apicoltura in ''crisi''

Si è concluso con una assoluzione piena il processo a carico di M.B., titolare di una azienda agricola di Primaluna imputato per un campione di miele risultato positivo alle tetracicline, un vasto gruppo di farmaci antibatterici.
L’uomo è finito a processo ai sensi dell’articolo 5 della legge 283/62 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), a seguito di alcuni campionamenti effettuati per conto dell’Asl nel 2012.
Durante l’udienza celebrata nei giorni scorsi presso il Tribunale di Lecco è emersa chiaramente, illustrata da alcuni testimoni, la situazione di grave difficoltà degli apicoltori, alle prese con una moria di api che risulta sempre più difficile contrastare.
È stato il titolare di un’altra azienda agricola, che utilizzava la stessa sala di smielatura dell’imputato all’epoca dei fatti, a sottolineare questo aspetto. Egli è stato condannato per il medesimo capo di imputazione, a causa delle sostanze rinvenute nel miele da lui prodotto. “Le api sono soggette all’inquinamento e a diversi tipi di virosi e malattie, la burocrazia e le leggi non ci aiutano a salvarle” ha spiegato in aula. “Gli apicoltori non sanno più cosa fare. Io le ho trattate con terramicina e acqua ossigenata, il miele è risultato compromesso. Ho sbagliato e ho pagato per il mio errore, quando dai controlli sono emersi i valori ho distrutto quanto prodotto”.
Gli accertamenti effettuati nella sala di smielatura sono stati poi estesi al miele prodotto da M.B.
“È stato prelevato un campione, come da prassi, dall’alto, nel centro del recipiente utilizzato per la smielatura” ha spiegato in aula l’avvocato difensore dell’uomo, riassumendo quanto raccontato dai testimoni. “Le analisi hanno rilevato la presenza di tetracicline, ma in misura inferiore ai limiti di legge. Un fatto, questo, imputato inizialmente alla presenza di 50 famiglie di api acquistate da poco”.
Ad un successivo controllo, effettuato prelevando il miele dal fondo del recipiente attraverso un rubinetto, la presenza delle sostanze è risultata invece oltre la soglia limite, da cui l’imputazione per il responsabile dell’azienda. Il legale difensore ha chiesto per l’imputato l’assoluzione, dato l’esito negativo delle prime analisi e la possibilità che il miele sul fondo del recipiente sia risultato compromesso per cause esterne alla sua responsabilità.
Il giudice Enrico Manzi ha assolto l’uomo da ogni accusa perché il fatto non costituisce reato, ordinando la confisca e distruzione del miele ancora in sequestro.
R.R.
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