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Scritto Giovedì 12 novembre 2020 alle 21:06

Indice di occupazione e coerenza tra titolo di studio e lavoro. Rota, Badoni, Fiocchi e Greppi top nelle classifiche lecchesi

Nella sua ultima edizione, pubblicata mercoledì 11 novembre, il progetto Eduscopio prende ancora una volta in analisi come il livello formativo degli istituti scolastici italiani di quattro categorie specifiche (tecnico-economico, tecnico-tecnologico, professionale-servizi e professionale-industria e artigianato) influisca nel modo in cui gli studenti diplomati affrontano il loro inserimento nel mondo di lavoro. Gli aspetti indagati sono due: l'indice di occupazione degli studenti e la coerenza tra studi effettuati e lavoro trovato.

L'indice di occupazione indica qual è il rapporto tra occupati (ovvero coloro che hanno lavorato almeno sei mesi entro i primi due anni dal conseguimento dal diploma), rispetto a chi invece non si è immatricolati all'università. Dunque, per valutare la capacità formativa della scuola in termini di inserimento lavorativo dei diplomati, Eduscopio si concentra solo su quegli studenti che, una volta concluso il ciclo di studi, hanno manifestato un interesse esclusivo per il mondo del lavoro. La coerenza tra studi fatti e lavoro trovato è invece il dato che indica quanti diplomati a due anni dalla maturità lavorano e hanno una qualifica professionale in linea con il titolo di studio conseguito. Questa sezione non include coloro che lavorano e hanno una qualifica professionale trasversale, cioè comune a più titoli di studio, e per i quali non si può valutare con certezza il grado di coerenza, ma nemmeno coloro che lavorano ma hanno una qualifica professionale non in linea con il proprio titolo di studio.

 




Indirizzo TECNICO-ECONOMICO

A guidare la classifica con il migliore indice di occupazione, pari al 76,2%, tra gli istituti tecnico-economici lecchesi è quest'anno il Rota di Calolziocorte (clicca QUI). La maggioranza dei diplomati, il 41%, è occupata e ha lavorato più di sei mesi in due anni. Il 37% studia all'università, il 10% lavora e sta contemporaneamente tentando di laurearsi e il rimanente 12% se lo spartiscono in egual misura gli studenti sottoccupati dopo il diploma e quelli del tutto disoccupati. Per chi dopo la maturità si è buttato nel mondo del lavoro, il 44% ha trovato un contratto fisso ma di apprendistato, il 40% ha un contratto a tempo determinato e il 16% a tempo indeterminato. La maggioranza invece si deve accontentare di un contratto temporaneo (37,2%). Per quanto riguarda infine la coerenza fra diploma e lavoro, la gran parte degli studenti diplomati al Rota si cimenta in una professione trasversale (il 42,9%) o che addirittura non c'entra con l'indirizzo di studio (anche qui il 42,9%).

Dopo il Gandhi di Villa Raverio (Besana in Brianza) in classifica troviamo alla terza posizione il Vittorio Bachelet di Oggiono (clicca QUI). L'indice di occupazione dei diplomati è del 70%. In maggioranza, in questo caso, sono gli studenti che dopo il diploma studiano all'università (il 32%). Dopo la maturità, invece, è il 30% a risultare occupato per almeno sei mesi in due anni. Chi è già inserito nel mondo del lavoro svolge perlopiù una professione trasversale, non sempre coerente con il titolo di studio. La maggioranza dei ragazzi - a due anni dal diploma - ha un contratto di apprendistato o temporaneo; solo il 22,2% è invece assunto a tempo indeterminato. Dopo la maturità il 30% risulta occupato per almeno sei mesi in due anni.

La terza scuola lecchese in classifica per i tecnico-economici è rappresentata dall'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco (clicca QUI). L'indice di occupazione dei diplomati è del 67%, anche se la totalità di questi studenti ha un rapporto di lavoro di tipo permanente ma con contratto di apprendistato. Per quanto riguarda invece la coerenza tra diploma e professione, il 50% ha trovato un professione trasversale rispetto al tipo di diploma conseguito.



Indirizzo TECNICO-TECNOLOGICO

L'Istituto Badoni di Lecco (clicca QUI) mantiene la prima posizione, fra le scuole lecchesi degli indirizzi tecnico-tecnologico, che aveva guadagnato l'anno scorso. L' indice di occupazione dei diplomati è addirittura salito, dal 66,07% al 71%. La maggioranza dei ragazzi, tuttavia, a due anni dal diploma riesce a trovare un posto di lavoro con contratto a tempo di apprendistato (il 38,4%). Non vi è poi piena coerenza fra il titolo di studio e la professione svolta per il 51,6% degli studenti, che trovano quindi lavori in altri campi. I diplomati del Badoni continuano a decidere il più delle volte di proseguire gli studi universitari (sono il 38%). Tra quelli che si buttano invece nel mondo del lavoro, il 29% risulta occupato.

Anche il secondo posto è in linea con gli indici dello scorso anno, ed è stato mantenuto dal Greppi di Monticello (clicca QUI), che migliora il suo indice di occupazione, passato dal 64,7% al 70%. Meglio rispetto ad un anno fa anche il dato relativo alla coerenza tra diploma e lavoro. La maggioranza dei ragazzi, infatti, il 54,5%, riesce a trovare un posto in linea con le proprie competenze scolastiche. Per quanto riguarda invece la tipologia di contratto di assunzione, va per la maggiore quello di apprendistato (48,5%), anche se quasi la metà dei diplomati sceglie di proseguire gli studi, iscrivendosi all'università (47%).

A completare un podio in continuità con l'anno passato troviamo ancora al terzo posto l'Istituto Viganò di Merate (clicca QUI), che due anni fa deteneva il primato in classifica. L'indice di occupazione è del 64%. Il livello di coerenza tra lavoro svolto dopo due anni e titolo di studio, del 41,9%, è inferiore a chi ha trovato un lavoro non coerente con il proprio percorso scolastico, pari al 46,5%. Anche in questo caso, come al Greppi, il contratto che va per la maggiore tra gli occupati, è quello di apprendista (47,5%).



Indirizzo PROFESSIONALE-SERVIZI

Il primo istituto in provincia che svetta per quanto riguarda l'indice di occupazione, al secondo posto dopo il Romagnosi di Como, è il Fumagalli di Casatenovo (clicca QUI) con un 64%. Il tasso di coloro che riescono a collocarsi - lavorativamente parlando - in un posto di lavoro in linea con il titolo di studi è pari al 39,8%, il più alto rispetto a chi fa una professione trasversale o un lavoro del tutto diverso. Il 16,1% degli studenti diplomati al Fumagalli dopo due anni riesce a trovare un'occupazione a tempo indeterminato, ma a ''guidare'' è il 41,9% degli apprendistati e la stessa percentuale per i contratti a tempo determinato. Il 18% dei diplomati, prosegue gli studi all'università.

Dopo il San Vincenzo di Albese con Cassano e il Gandhi di Besana Brianza, in classifica appare l'istituto Casa degli Angeli di Lecco (clicca QUI) con un indice di occupazione pari al 48% e un tasso non altissimo di chi riesce a trovare un lavoro in linea con gli studi intrapresi (31,9%). Il 47,1% dopo la maturità deve accontentarsi di un contratto di assunzione temporaneo. Il 29% invece, prosegue gli studi universitari. Non va oltre il 47% il tasso di occupazione dei diplomati dell'istituto Bertacchi di Lecco (clicca QUI - eduscopiobertacchi) dove la maggior parte dei ragazzi (il 69,8%) trova un'occupazione con contratto a tempo indeterminato.



Indirizzo PROFESSIONALE-INDUSTRIA E ARTIGIANATO

Nell'arco di 20 km è anche quest'anno il Fiocchi di Lecco (clicca QUI) ad ottenere il punteggio più alto con l'84% del tasso di occupazione e il 84,1% di coerenza tra diploma e tipologia di lavoro svolto dopo due anni. Sono 92 i giorni di attesa per il primo contratto significativo e 9 km la distanza media da casa al lavoro. Il 75% dei diplomati a due anni dall'esame di maturità risultano occupati nel mondo del lavoro. Pochi invece (il 6%) coloro che proseguono gli studi.
A.S.
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