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Scritto Sabato 14 novembre 2020 alle 11:17

Lecco: l'isola (ecologica) che non c'è

Il "tank" per la raccolta degli olii inagurato nel 2016
al centro raccolta rifiuti di Lecco
Riceviamo e pubblichiamo.
Lo spazio è a disposizione per eventuali repliche o precisazione



Egregio Direttore,
mi permetto di scriverle per segnalare l’avventura di un moderno Odisseo alla ricerca dell’isola che, invero, non c’è o pare non esservi.
Passiamo ai fatti. Essendo un cittadino lecchese che cerca di fare la sua parte, almeno ci prova anche sotto il profilo ecologico, mi sono munito, vale a dire ho acquistato autonomamente, un apposito secchiello per la raccolta e stoccaggio degli olii da frittura/olii da conserve nell’intento, dopo essermi adeguatamente informato, di conferirli nell’Isola ecologica di LECCO Via Buozzi.
Si sa che i mesi di lock down sono stati anche sotto il profilo dell’alimentazione una vera prova e, pertanto, nel mese di giugno 2020 tentai il primo conferimento, recandomi in Via Buozzi munito, non senza orgoglio, del mio bel secchiello a doppia apertura di un colore verde smeraldo.
Presso l’Isola interloquii con uno degli addetti il quale, in tono perentorio, mi invitò a lasciare lì il contenitore perché al momento non aveva tempo. Feci queste riflessioni: i) l’operatore al momento non mi sembrava particolarmente impegnato, ma si sa che è sempre difficile giudicare il lavoro degli altri; ii) chissà quali dispendiose e complicate operazioni implicasse versare dell’olio da un secchiello (il mio) ad un (presumo) contenitore più grande. Comunque, per inciso, dissi all’operatore che non avevo nessuna intenzione di lasciare il mio contenitore per poi dover ritornare a riprenderlo una volta vuoto, chiedendo cortesemente se avesse potuto fare subito. L’operatore mi disse che, stante la gente presente nell’Isola, non gli era possibile evadere la mia richiesta. Amen.
Con le pive nel sacco tornai a casa con il mio bel secchiello verde, quasi pieno, e con il proposito di tornare all’Isola, che sembrava invero, appunto, non esserci, in un secondo tempo. Confesso che al momento si era insinuata la tentazione di conferire gli olii nel posto più comodo di casa e mandare in soffitta il secchiello tirando lo sciacquone, tuttavia fu una sola tentazione ed il secchiello continuò a ricevere olii per i mesi successivi.
La data XXX novembre ore XXX (omissis dalla Redazione) era quella giusta. Armato di “una nuova speranza” e del mio secchiello verde (ormai colmo) mi sono recato in Via Buozzi per il conferimento risolutivo. All’apertura dell’Isola invero ero praticamente solo (che fortuna pensai ricordando le motivazioni della volta precedente), dunque, subito a contattare un operatore (bardato di tutto punto: mascherina, guanti, ecc. – insomma irriconoscibile). Indicando il mio secchiello verde e specificandone il contenuto chiedo se è possibile svuotarlo in modo tale di potermene andare a casa senza problemi.
Ed ecco che ancora una volta l’Isola sembra sfumare nelle nebbie: la risposta è nuovamente perentoria “…adesso non ho voglia… sono preso… dovrei alzare la saracinesca… lasci li il secchiello che poi faccio…”. Come in un incubo i pensieri scorrono veloci: i) non ho voglia? Ma come adesso il conferimento va a voglia? Ma questo operatore è un volontario o uno stipendiato? Da chi? Ma non è un servizio pubblico la raccolta dei rifiuti? Davvero insondabile deve essere il lavoro di questo operatore stante il fatto che asserisce di essere preso dentro un’Isola deserta! Chissà mai che sarà la saracinesca? Di nuovo con questa faccenda di lasciare lì il secchiello (è mio!) per poi chissà come e quando essere avvisato che lo stesso è stato, bontà sua (dell'operatore), svuotato e pronto per il ritiro.
Bene, anzi male, avvolto da questi pensieri non ho fatto l’unica cosa che forse era da fare: chiedere le generalità di questo campione di abnegazione e segnalarlo alle Autorità competenti… mea culpa.
Morale della storia: i) l’Isola ecologica è di fatto per taluni conferimenti inavvicinabile; ii) la tentazione di essere meno ecologisti è invece assai vicina e tangibile; iii) il servizio pubblico per talune attività mi sembra vacillante; iv) certi campioni di abnegazione al proprio lavoro andrebbero premiati come si deve.
Infine ho escogitato una soluzione: svuoterò il mio secchiello verde in bellissime bottiglie di plastica usate e le conferirò, abbandonandole al loro destino, nell’Isola ecologica con buona pace del fatto che le stesse una volta svuotate, saranno, credo, meno facilmente, appunto, riciclabili. Ma tant’è questa è forse la vera economia circolare….
Grazie.

Cesare Sala
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