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Scritto Lunedì 16 novembre 2020 alle 18:23

Galbiate: zucchero in giardino, uova e urina sulla porta e perfino il 'malocchio'. Donna denuncia i vicini per stalking

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Si trovava il giardino pieno di zollette di zucchero, con conseguente invasione di formiche, nonché uova lanciate contro la porta della sua abitazione e della sua attività e biglietti minatori con frasi recitanti “Stai lontana da mio marito brutta schifosa” ed altri insulti ben più pesanti. Ma nemmeno una volta denunciato il fatto non più contro ignoti ma contro i  presunti responsabili - dopo averli colti in flagranza - questi atti non sono cessati, anzi, hanno continuato nella loro escalation, costringendola a dover mettere in vendita l’appartamento.
È cominciata questo pomeriggio al cospetto del giudice Giulia Barazzetta l’istruttoria dibattimentale del processo a carico di tre soggetti di Galbiate - una coppia e la madre di lei, residente però a Valmadrera - accusati di atti persecutori (o cosiddetto “stalking”) nei confronti della vicina di casa. È stata proprio la donna, che vive da sola nel condominio dove ha anche, al piano terra, la sua attività lavorativa, a raccontare al giudice i fatti che l’hanno portata a sporgere molte denunce nei confronti dei suoi dirimpettai. “È iniziato tutto con le zollette di zucchero” ha detto incalzata dalle domande del Vpo Mattia Mascaro. “Mi trovavo il giardino pieno e di conseguenza arrivava anche un’invasione di formiche. Non capivo dove arrivasse questo materiale finchè un giorno non me lo sono trovato sulla finestra che confina con i miei vicini di casa e mi ha fatto pensare, in base alla traiettoria, che i responsabili potessero essere loro”.
I fatti si concentrano, sulla base delle denunce sporte ai Carabinieri di Olginate, tra maggio del 2018 e gennaio del 2019.
“Poi ho iniziato a rinvenire fuori dalla porta del mio appartamento e del mio negozio dei biglietti di minaccia e pieni di insulti, fino a quando non ho iniziato a trovare anche resti di uova e altri materiali tipo urina, non so se del cane o di qualche persona, sempre fuori dalle porte e sugli zerbini” ha continuato. “Sono riuscita poi a capire che era il mio vicino a lanciarmi le uova perchè una delle amiche che ha accettato di dormire da me lo ha visto con i suoi occhi”.
La donna, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Viviana Bove, ha raccontato di aver vissuto dei mesi pieni di ansia e paure, che l’hanno portata a perdere 10 chili, a riempire casa di dispositivi di sicurezza e a doversi consultare con più di uno psicologo: “anche oggi mi sento in pericolo, quando passano davanti al negozio si fermano e mi fissano con aria di sfida e ogni volta che esco di casa me li trovo entrambi uno davanti e uno dietro”.
Su specifica domanda del Vpo Mascaro, la galbiatese non ha saputo dare un motivo per cui venga tormentata – a suo avviso - dai suoi vicini: “quando si sono trasferiti erano gentili, lei mi offriva il caffè e le cose che preparava in cucina. Poi hanno iniziato ad essere un po’ invadenti e io con modi gentili ho iniziato a rifiutare le loro offerte, non so se è stato questo. Non capisco perché intimarmi di stare lontana dal marito”. Il capo d’imputazione è ricco di episodi, essendo tante le denunce sporte dalla signora: ci sarebbe un episodio in cui la mamma della vicina le ha lanciato il malocchio e altri episodi di minacce rivolte direttamente alla donna a cui, fortunatamente, hanno assistito diverse persone, che hanno confermato la versione della denunciante.
Il giudice Giulia Barazzetta ha aggiornato il processo al prossimo 30 marzo per ascoltare i testimoni della difesa dei tre imputati e poi ha fissato l’esame degli imputati e la discussione al 13 aprile.
B.F.
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