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Scritto Mercoledì 18 novembre 2020 alle 15:28

Lecco: fermò un treno per far salire un'amica, chiesti 6 mesi

Quel gesto "di buon cuore" compiuto il 23 maggio 2017 potrebbe ora costarle... 6 mesi di condanna e 200 euro d'ammenda. E' questa infatti la pena chiesta dal viceprocuratore onorario Mattia Mascaro nei confronti di una donna, residente a Milano, che nella primavera di tre anni fa, in stazione a Lecco, azionò il freno del convoglio su cui viaggiava. Far riaprire le porte e consentire a una conoscente arrivata tardi e rimasta a piedi sulla banchina il suo intento. Interruzione di pubblico servizio e rifiuto poi di fornire le proprie generalità, i reati contestati alla passeggera. L'aver tirato la leva d'emergenza e gli accertamenti conseguenti hanno infatti "fatto perdere" tempo al treno, partito con 14 minuti di ritardo. Ma non solo. Come ricordato quest'oggi in aula dal ferroviere che si occupò della vicenda, una volta individuata, la donna non avrebbe voluto identificarsi al capotreno, fornendo nome e cognome solo all'intervento della Polfer. Da qui la seconda contestazione mossa all'imputata, per la quale l'avvocato Giorgio Brambilla, suo difensore, ha chiesto l'assoluzione, suggerendo invece al giudice "il minimo della pena" per quanto attiene l'interruzione di pubblico servizio. Il prossimo 7 dicembre la sentenza.
A.M.
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