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Scritto Mercoledì 18 novembre 2020 alle 16:23

Lecco: prof. di nuovo a processo per 'diffamazione' nei confronti del preside del Bertacchi

Nel 2018 è stata condannata - in primo grado - a un anno e un mese per aver "ritoccato" - al ribasso - i voti di una studentessa del Bertacchi. Pur insegnando ora in altra scuola del territorio, la professoressa Maria Graziella Megna comparirà di nuovo dinnanzi al giudice per un'altra - spiacevole - vicenda ambientata tra le mura dell'Istituto lecchese di via XI Febbraio. La donna, inizialmente assistata dall'avvocato Tosoni, ora rimpiazzato dal collega Iantorno, ha infatti "appellato" una pronuncia dello scorso gennaio del Giudice di Pace, relativa ad una causa che l'ha vista "contrapposta" al preside Raimondo Antonazzo. Diffamazione - art. 595 cp - il reato ascritto alla docente. L'episodio in contestazione risale al 13 dicembre 2014. Rivolgendosi agli alunni dell'allora 3^B, l'insegnante avrebbe - stando al capo d'imputazione - parlato del nuovo dirigente in sua assenza, formulando alcune considerazioni che il diretto interessato ha poi giudicato lesive della sua reputazione, tanto da sporgere querela nei confronti della professoressa e costituirsi poi parte civile nel processo incardinato dinnanzi al Giudice di Pace. Il procedimento si è chiuso a gennaio 2020 con la condanna della Megna al pagamento di 300 euro oltre le spese processuali. Riconosciuto altresì a suo carico un risarcimento pari ad altri 300 euro in favore di Antonazzo, nonchè la refusione delle spese sostenute dal preside per la costituzione di parte civile quantificate in 1.080 euro. Una condanna che la donna non ha lasciato passare in giudicato, tanto che il fascicolo è quest'oggi approdato al cospetto del giudice ordinario Nora Lisa Passoni. L'udienza - nonostante le proteste dell'imputata che ha fatto presente di aver dovuto chiedere un permesso per essere presente in Tribunale - si è chiusa nel tempo di un "amen". E' stata infatti accolta la richiesta di rinvio avanzata dall'avvocato Antonazzo (stesso cognome del dirigente che assiste) che, essendo di Roma, ha frapposto questioni sanitarie legata all'emergenza coronavirus al suo dover "salire" a Lecco. Se ne riparlerà dunque il prossimo 26 gennaio.
A.M.
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