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Scritto Giovedì 19 novembre 2020 alle 08:28

Olginate: 'annata buona' per l'olio della tenuta Marocco che si conferma... supremo

Non si tratta di un semplice olio extra vergine, ma di un olio… Supremo. A produrlo è l’azienda agricola di Luca Figini, situata a poco meno di 500 metri sul livello del mare sulle colline di Olginate. In questi giorni Luca sta ritirando le reti stese sotto gli ulivi. La raccolta delle olive si è appena conclusa e i preziosi frutti sono già stati portati al frantoio di Biosio, nella frazione di Bellano, e trasformati in olio. 

Veduta dalla tenuta

Dalla tenuta Marocco, dove vent'anni fa Figini decise di sostituire viti e meli con i primi alberi di olive, volgendo lo sguardo a valle si scorge da un lato il lago di Olginate e le colline che sovrastano Calolziocorte, dall'altro il lago di Garlate e sullo sfondo, maestoso, il Resegone. E’ la suggestiva cornice che si ammira passeggiando tra i circa settecento alberi di ulivo, disposti in perfetto ordine, che formano il moderno impianto dell'azienda agricola.
Proprio in questi giorni Figini ha raccolto i frutti di un duro anno di lavoro. La terra, si sa, ha le sue regole. Quest'anno, a differenza di quello scorso, le aspettative non sono state tradite. La stagione infatti è stata ottima, anche se saranno le analisi organolettiche in corso ad avere l'ultima parola.
Nel frattempo Luca ha già assaggiato e valutato l'olio uscito dal frantoio e non ha dubbi: “Il sapore è ottimo, c'è tanta qualità e le analisi non potranno che confermare le caratteristiche e le sensazioni che ho già provato degustando l'olio. Anche quest'anno il prodotto è all'altezza del nome che porta, è un olio Supremo”. Il suo palato non sbaglia…
E’ una scommessa vinta la sua, che ricorda ancora quando nel 1999 mise a dimora le prima piante d'ulivo e c'era chi lo riteneva un pazzo. E invece…

Un momento della raccolta

“Complessivamente abbiamo raccolto oltre sessanta quintali di olive - ci ha raccontato soddisfatto Luca – un quantitativo che ha ripagato le aspettative. Due anni fa eravamo riusciti a produrne cento quintali, ma era stata un’annata straordinaria. Il mio obiettivo è sempre stata la qualità più che la quantità. A giudicare dalla vegetazione degli alberi credo però che ci siano tutte le premesse per bissare il quantitativo del 2018 il prossimo anno”.
Attraverso il sito è già possibile prenotare l'olio che verrà poi consegnato una volta imbottigliato e pronto per essere consumato.  Sono tre i tipi di olio extra vergine Supremo prodotti nella tenuta Marocco, in località La Piana, situata sopra il lago di Olginate, alle pendici del monte Regina e a poche centinaia di metri in linea d'aria da Consonno.
C’è il Supremo Special Blend, composto dal 46% di olive Frantoio, una stessa percentuale di Leccino e l’8 % di Don Carlo. Pluripremiato, dopo aver ricevuto Due Foglie Gambero Rosso per tre anni, nel 2017 ha ottenuto addirittura il riconoscimento di Tre Foglie.
C'è poi il Gran Cru Don Carlo, prodotto con la spremitura di sole olive Don Carlo, che nella sua breve storia ha già ottenuto importanti riconoscimenti, le Tre Foglie Gambero Rosso e con un punteggio di 98/100 ha permesso a Luca  Figini di aggiudicarsi il titolo di migliore produttore italiano al concorso Leone d’oro.
Infine c'è il Monovarietale in purezza (100% Frantoio), che ha ottenuto a sua volta Tre foglie Gambero Rosso. Le ha conquistate addirittura nel 2015, insieme al Premio Slow Food Grandi Oli.

Luca Figini con parte del raccolto

Perché lo abbia chiamato con un epiteto tanto impegnativo, “Supremo” appunto, ce lo ha spiegato proprio Luca Figini.
“Quindici anni fa ho scelto di produrre qualcosa di diverso dal solito olio e quindi ho messo a punto una strategia per produrre un olio di alta qualità, un olio…  Supremo. Posso dire che l'obiettivo che mi ero posto è stato decisamente raggiunto, ora quello che manca è la cultura del consumatore. Un’indagine ha stabilito che il 50% dei consumatori non riconosce un olio rancido, e addirittura il 70% non distingue un olio con difetto di riscaldo, che si può generare a seguito di uno stoccaggio errato e prolungato delle olive.  A differenza del vino, la maggior parte dei consumatori non riesce a distinguere e apprezzare un olio di qualità rispetto a un prodotto mediocre. Un olio di scarsa qualità con il passare del tempo si ossida e perde tutte le caratteristiche organolettiche tanto utili al nostro organismo”.
Le analisi chimiche sull’olio Supremo – come viene spiegato sul sito dell'azienda - confermano un'acidità bassissima, prossima alla 0,10 gr. X 100 grammi di olio, e un numero di perossidi inferiori a 5 Mcq 02/Kg.
Il ricco contenuto di acido oleico (l'acido grasso più nobile, monoinsaturo, particolarmente stabile, ad alta digeribilità, che aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo “cattivo” LDL, ma protegge il colesterolo ”buono” HDL) di polifenoli (antiossidanti) di vitamine E (l'alfa-tocoferolo è la forma più potente di vitamina E che ha un alto valore biologico e nutritivo) lo rendono veramente un prodotto nutraceutico. Ovvero un alimento medicinale, ottimo anche per lo svezzamento del bambino (vista la sua composizione acidica simile a quella del latte materno) nella dieta degli sportivi, dei diabetici, degli ipertesi, oltre ad essere un ottimo anti invecchiamento e anti tumorale, essendo ricco di sostanze ad azione antiossidante e anti cancerogena.

Ma quali sono gli elementi che contribuiscono alla produzione di un olio… Supremo?
“In questo ambiente peculiare la produttività viene limitata - ci ha spiegato Luca, confermando quanto per lui conti più la qualità della quantità - ma vengono esaltate alcune caratteristiche qualitative di fondamentale importanza. L'olio risulta infatti particolarmente ricco di acido oleico e di sostanze fenoliche. Il clima mite, con notti fresche anche nel periodo estivo, riduce consistentemente in modo naturale la presenza della mosca olearia, per cui non si è costretti a combatterla chimicamente, ottenendo così un olio assolutamente privo di residui antiparassitari e completamente naturale, derivato da olive sane che non presentano alcun sintomo di fitopatie”.
La lavorazione dei terreni consente inoltre di valorizzare il territorio, evitando l'abbandono delle colline con il conseguente e inevitabile degrado ambientale.
La promozione di “eccellenze”, tra cui l'olio di oliva ma non solo, contribuisce a far conoscere suggestivi luoghi della provincia di Lecco, favorendo un turismo di qualità.

La tenuta Marocco si sviluppa su una superficie di cinque ettari, di cui due destinati a coltivazione biologica di castagneti e tre alla coltivazione degli ulivi. Infine c'è poi una significativa produzione di kiwi, anch'essi biologici. Mentre il fratello Giovanni produce anche un ottimo miele.  
Insomma, un piccolo angolo di Paradiso dove nascono prodotti genuini e un olio… Supremo.
A.Bai.
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