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Scritto Venerdì 20 novembre 2020 alle 19:52

Colico, Sittel: Fragomeli interroga sugli stipendi arretrati

«Con l’interrogazione depositata quest’oggi, ho chiesto ai Ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico di intervenire al più presto allo scopo di fare chiarezza nella vicenda che coinvolge i quarantacinque dipendenti della società “Sittel S.p.A.” di Colico. Non possiamo permettere che, ancora una volta, le lavoratrici e i lavoratori siano gli unici a pagare l’incapacità di un’azienda di gestirsi nel migliore dei modi».
Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese della Brianza e Capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, interviene in questo modo nella questione che vede protagoniste le maestranze della Sittel di Colico, azienda che si occupa di cablatura telefonica rame-elettrica e fibra e che da tre mesi, ormai, non paga più gli stipendi ai propri dipendenti.
«Vorrei ricordare - continua il parlamentare Democratico - come, ad aprile di quest’anno, la società abbia deciso, in maniera del tutto unilaterale, di recedere dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Metalmeccanico-Industria in vigore e di adottare il CCNL Telecomunicazioni, causando in questo modo una decurtazione dello stipendio mensile pari a circa 300 euro. Subito dopo, inoltre, ai dipendenti non è più stato versato lo stipendio e, come se ciò non bastasse, si è scoperto che, da oltre un anno e mezzo, l’azienda ha consapevolmente mancato di effettuare anche i versamenti destinati al Fondo pensione integrativo del CCNL Metalmeccanici, il Fondo Cometa.
Tutto questo, a fronte di una società con un fatturato medio annuo di oltre 60 milioni di euro (è la sesta di questo tipo a livello nazionale) e che vanta numerose commesse in corso - con richieste di opere e nuovi cantieri che sovente non riesce nemmeno a soddisfare - e che impiega circa quattrocentocinquanta dipendenti distribuiti in tutto il Paese».
«Ai Ministri interrogati - conclude Fragomeli - ho quindi chiesto di promuovere, con la massima urgenza, il tavolo di concertazione istituzionale già richiesto lo scorso 6 novembre dalle Organizzazione Sindacali e di garantire la continuità salariale, la tenuta occupazionale e la stabilità economica per le lavoratrici e i lavoratori che, quotidianamente, contribuiscono alla crescita e allo sviluppo digitale del Paese».
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