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Scritto Sabato 21 novembre 2020 alle 11:02

Calolzio: fibra a scuola e 'violenza verbale', il sindaco Ghezzi manda al tappeto Colosimo

Il sindaco Marco Ghezzi e il consigliere Diego Colosimo
Lungo, in certi momenti reso esilarante (ma anche snervante) dai problemi tecnici essendo esclusivamente online con tutti i partecipanti collegati da casa e... in alcuni passaggi decisamente infiammato con il sindaco Marco Ghezzi che, dopo aver incassato, ha scelto l'arena (virtuale) dell'assise per restituire pan per focaccia. Questa la descrizione per sommi capi del consiglio comunale di ieri sera, a Calolzio. La riunione si è aperta e chiusa con il primo cittadino intenzionato a mandare al tappeto la minoranza più a sinistra. Nelle comunicazioni di inizio seduta, ha infatti bollato senza mezzi termini come "fake news" alcune informazioni veicolate dal gruppo civico Cambia Calolzio, con riferimento specifico all'ultimo comunicato stampa diffuso dal consigliere Diego Colosimo che tacciava l'amministrazione di aver fatto poco per la scuola arrivando all'ultimo ad attivarsi per portare la fibra al Manzoni all'insorgere di evidenti problemi di connessione che stanno inficiando l'efficacia della didattica a distanza. Dura la replica di Ghezzi che scegliendo di tirare fuori lui stesso l'argomento in consiglio ha sottolineato marcatamente come il Comune di Calolzio si stia facendo carico proprio in questi giorni dei lavori per portare la fibra in tutto il plesso pur non avendo alcuna competenza in tema di didattica, di spettanza invece del Ministero e dunque del Governo centrale e non dell'amministrazione locale che si è invece sobbarcata tutte le spese per l'adeguamento delle aule alla normativa anti-covid con gli interventi vanificati dalla decisione "dall'alto" di lasciare i casa gli alunni di seconda e terza media imponendo loro la DAD.
A tal proposito, a "supporto" indiretto del sindaco è intervenuto anche il consigliere dell'altro gruppo d'opposizione Paolo Cola, ricordando come alla precedente Giunta di cui era parte sia stato impedito di fare ciò che Ghezzi ora sta attuando proprio perchè non di competenza comunale, chiedendo dunque - a tutela del Comune - una relazione a firma del segretario e del funzionario che si occupa di scuola per poi rivalersi sul Ministero.
Un assist che ha permesso al primo cittadino di rinfacciare a Colosimo di aver espresso critiche ingiustificate nei confronti di chi - in un periodo emergenziale - si è assunto responsabilità non indifferenti pur di risolvere una problematica, in sostituzione di altri.
Ma quello sulla fibra e la DAD non era l'unico sassolino che Ghezzi aveva nelle scarpe. Se ne è tolto un altro infatti, anche in chiusura di seduta, dopo che la serata si è allungata per una - imprevista - discussione sull'ampliamento della ragione sociale di Silea e sulla scelta di affidare alla Pro Loco la gestione del cartellone luminoso installato dal Comune nella piazza del municipio. Arrivati a ridosso delle 22 alla trattazione dell'ordine del giorno in materia di sensibilizzazione contro la violenza verbale presentato dal gruppo consiliare Cambia Calolzio, il sindaco ha etichettato il testo come "assolutamente condivisibile" ricordando però come dalla teoria sia necessario poi passare alla pratica e per tramutare il decalogo illustrato da Colosimo in qualcosa di concreto serva coerenza. In un salto dall'astratto al reale, il borgomastro ha così ricordato di essere stato vittima nel 2019 di una aspra campagna accusatoria, in riferimento all'ormai famoso regolamento sulle "zone rosse" mai espressamente citato dall'ingegnere che ha chiesto, accennando al volantino in cui veniva messo in comparazione con Mandela, scuse, "senza se e senza ma".
"Altrimenti - ha chiosato - andate avanti a discutere per conto vostro".
Evidentemente preparate non solo la sua uscita ma anche quelle dell'assessore Luca Caremi e del consigliere Eleonora Rigamonti. Il primo ha tirato in ballo una serie di firmatari celebri del testo sottoposto all'attenzione del consiglio da Cambia Calolzio citando l'incoerenza tra il contenuto del documento e alcune loro dichiarazioni pubbliche. La seconda ha invece rinfacciato direttamente a Colosimo alcuni episodi social in salsa locale. Un'azione che ha portato il capogruppo d'opposizione a parlare di "imboscata e rappresaglia", con la forzista Pamela Maggi pronta infine a indicare nel silenzio l'atteggiamento migliore mentre, tra le file dem, Sonia Mazzoleni rivolgendosi al sindaco ha rimarcato come anche la precedentemente amministrazione sia stata vittima di attacchi e di come, se necessario, ci siano gli strumenti giuridici per tutelarsi. Una strada quella della denuncia che, come noto, Ghezzi per la questione migranti ha già seguito.
A.M.
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