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Scritto Sabato 21 novembre 2020 alle 17:22

Monsignor Roberto Busti, già prevosto di Lecco, compie ottant'anni

Il vescovo emerito di Mantova, mons. Roberto Busti, già prevosto di Lecco dal 1991 al 2007, è al traguardo dell’80° compleanno: è nato a Busto Arsizio il 22 novembre 1940. Ordinato sacerdote nel 1964 per la diocesi di Milano, ha avuto come prima destinazione la prepositurale dei Santi Ambrogio e Sempliciano in Carate Brianza. Era ancora residente lì, ma con incarichi nell’arcivescovado di Milano, collaboratore del cardinale Carlo Maria Martini, quando venne chiamato ad assumere la prevostura di Lecco, San Nicolò, dopo l’improvvisa scomparsa di mons. Ferruccio Dugnani.

Mons. Busti durante la  consegna delle mele di San Nicolò alle autorità

Benedizione notturna per la festa del lago

La comunicazione della nomina del nuovo prevosto ai fedeli lecchesi avvenne nel giorno di Pasqua 1991. La presa in possesso si celebrò nella solennità della Madonna dl Rosario, la prima domenica di ottobre successivo.
C’è da sottolineare, nella presenza a Lecco del prevosto Busti, la storica operazione di consolidamento e restauro della basilica, che venne accompagnata dalle seguenti dichiarazioni: “Presentare una chiesa nel suo rinnovato splendore, farla divenire più ariosa ed accogliente, vuol dire renderla più capace di indurci alla preghiera”. I lavori sono stati nell’arco di due anni, dal 1993 al 1995, e le cronache del tempo riferiscono che i fedeli contribuirono notevolmente alle spese che superarono la cifra di 1 miliardo e 250 milioni. Una serata speciale per l’inaugurazione ufficiale della basilica, completamente restaurata, venne organizzata il 6 dicembre 1995: l’attore Antono Zanoletti fu il lettore di brani biblici e del Vangelo; suonarono all’organo Luca Cesana, Luciano Zecca, Giovanni Ripamonti; c’erano i cantori della basilica, c’è stata la preghiera con arpa di suor Maria Belinda. Ha concluso il prevosto Busti con un bilancio dei lavori e con la premiazione di tecnici ed aziende impegnate. Un grazie particolare venne rivolto ai progettisti Bruno Bianchi e Francesco Parolari, al restauratore Giacomo Luzzana, all’impresa EdilSanMartino e ad altre venti aziende. Il ringraziamento venne esteso a tutti i lecchesi che “come per il campanile ed il tetto di San Nicolò, con il prevosto Dugnani, hanno dimostrato un grande attaccamento al loro tempio”.

Bacio della reliquia per la festa di Santa Marta

Nella basilica di San Nicolò con un gruppo di cresimandi

Nella ricorrenza della Madonna del Rosario del 2001, il prevosto Busti celebrò il decennale della sua presenza a Lecco. Nell’omelia della Messa sottolineò “quello trascorso insieme non è stato un decennio facile e neppure lo sembra quello che abitiamo iniziato… Se la mia presenza sia stata di qualche utilità alle persone o alla città, lo giudica il Signore”. Nella cronaca della cerimonia un quotidiano sottolineò anche nel titolo: “Ma, alla fine, tra i singhiozzi la speranza di rimanere in città per sempre”. Il che non avvenne perché nel 2007 venne nominato vescovo di Mantova, la terra di San Luigi Gonzaga, noto patrono della gioventù, al quale è dedicato l’oratorio attiguo alla basilica, che ha avuto un ruolo determinante nella “trasfigurazione” della città, nel secolo Novecento.

I Ragni dopo un'arrampicata sul campanile di San Nicolò

Con un gruppo di accoliti della basilica

I lecchesi più sensibili alle tradizioni ricordano poi il prevosto Busti per aver ripristinato nel 1993 l’appuntamento plurisecolare con i michini di Santa Marta. La tradizione del 29 luglio era caduta in disuso nel 1970, in anni di grandi cambiamenti, dove tutto sembrava vecchio e superato. Il prevosto Busti volle il rilancio dopo oltre vent’anni ricordando che i michini erano simbolo di solidarietà e di attenzione verso il popolo sofferente ed impegnavano nelle opere di carità gli aderenti alla storica confraternita del Santissimo Sacramento, che aveva la “cancelleria” in Santa Marta
Torna alla memoria, per gli ottanta anni del vescovo Busti, una ricorrenza analoga che avvenne, ormai diverso tempo fa, in Brianza, dove un sacerdote era pure giunto al traguardo delle ottanta primavere ed era stato invitato nella parrocchiale della sua destinazione pastorale appena ordinato. Il festeggiato dichiarò, in quell’occasione, “Torno all’altare di quella chiesa con il cuore ricolmo della prima commozione”. Molto probabilmente, sarà così anche per il vescovo Busti nella prepositurale di Carate Brianza, dove, salendo all’altare avrà modo di ricordare i giovani usciti dal suo oratorio che hanno celebrato la prima Messa, associandoli alla ventina di novelli leviti che ha ordinato nel suo episcopato a Mantova.
Don Roberto “Ad multos annos”.
A.B.
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