Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 146.411.397
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Lunedì 23 novembre 2020 alle 10:15

Olginate: dall'incubo del Covid-19 alle nozze, la storia a lieto fine di Annamaria e Roberto

"Omnia vincit amor", l'amore vince su tutto, dicevano gli antichi Romani. Una frase che ben si adatta alla storia di Annamaria Mazzoleni e Roberto Riva, compagni di vita da quasi trent'anni che sabato sono riusciti a coronare il loro sogno unendosi in matrimonio nella sala consiliare del Municipio di Olginate, il paese dove risiedono. Un "lieto fine" tanto atteso dai due novelli sposi, titolari di una cartoleria in via Verdi a Merate, che la scorsa primavera hanno vissuto sulla propria pelle l'incubo del Covid-19: ad essere duramente colpito dal virus è stato Roberto, ricoverato dal 16 marzo al 24 aprile all'Ospedale Manzoni di Lecco dove per almeno una decina di giorni ha lottato tra la vita e la morte in un letto di Terapia intensiva.


Annamaria e Roberto in Municipio per le nozze

"È iniziato tutto con un po' di febbre, poi in poco tempo sono comparsi i problemi respiratori" ci ha raccontato Annamaria, da sempre al suo fianco. "In un primo momento è stato curato a casa, ma la situazione è peggiorata in fretta: ricordo ancora che aveva la saturazione a 57, non potevo più accettare di vederlo così, rischiavo di perderlo".
Il 16 marzo l'olginatese è quindi stato caricato a bordo di un'ambulanza in direzione del nosocomio lecchese: dopo diversi giorni di "casco" il 29 è stato intubato, mostrando poco alla volta incoraggianti segnali di miglioramento. Roberto non ricorda nulla di quel periodo. Ciò che invece ricorda con estrema chiarezza è la bontà dell'infermiera Piera, che al suo risveglio si è presa cura di lui aiutandolo a mangiare, cambiarsi, farsi la barba, gesti tanto semplici quanto difficili per un paziente ancora fortemente debilitato dalla malattia. Annamaria, nel frattempo, era costretta a casa, in pieno lockdown, cercando di infondere forza a distanza al compagno, certa in cuor suo che ce l'avrebbe fatta.
"Non ho mai smesso di sperare, ripetevo sempre ai medici e agli infermieri che l'avrebbe superata" ha proseguito. "Quel periodo è stato un vero incubo anche per me, isolata nel nostro appartamento: fortunatamente ho sempre avuto il conforto dei miei fratelli, dei cognati, ma anche di tanti amici e vicini, che pur senza varcare la mia porta non mi hanno mai fatto mancare il loro conforto. Per me sono stati veri e propri angeli, non so come avrei fatto senza di loro".
La coppia si è ricongiunta il 24 aprile, quando Roberto è stato finalmente dimesso dall'ospedale e con immensa gioia ha potuto riabbracciare la sua Annamaria. "Ancora non mi spiego come possa esserne stato contagiato, è un virus subdolo e potrei persino riprenderlo" ha ammesso il signor Riva, che dopo mesi di convalescenza e graduali "progressi" è tornato al lavoro nella sua cartoleria di Merate per poi decidere di organizzare il tanto atteso matrimonio con la sua Annamaria, condividendo così un momento di gioia con i loro cari. Le nozze, come dicevamo, sono state celebrate nella mattinata di sabato dal sindaco di Olginate Marco Passoni, che ne ha parlato come di "un bel segno di speranza e fiducia nel futuro".
Anche ora che l'incubo è passato, i due olginatesi non possono dimenticare ciò che hanno vissuto, e che tuttora vivono molte persone anche sul nostro territorio. "Nel nostro piccolo, vogliamo infondere coraggio a tutti: a chi sta lottando, a chi è solo in casa, ai medici, agli infermieri e a tutti coloro che sono in prima linea. Non perdete mai la speranza!".
B.P.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco