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Scritto Lunedì 23 novembre 2020 alle 17:48

Bellano: più reati 'ambientati' sul treno, pena 2 anni e 2 mesi

Si è alterato perchè gli stava per essere comminata l’ennesima contravvenzione, trovandosi a bordo senza biglietto. Per questo motivo ha deciso di…colpire con una testata la capotreno che gli si stava avvicinando e di minacciarla di morte. Protagonista di questa vicenda è un cittadino 46enne di origini marocchine, residente a Bellano. A raccontare il fatto avvenuto il 23 luglio del 2015 al giudice Giulia Barazzetta è stata proprio la dipendente delle ferrovie vittima dell’aggressione: “il treno era partito da poco - ha detto la donna rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro - e ho notato quest’uomo, che oramai conoscevo, perchè lo avevo già sanzionato diverse volte per essere a bordo del treno senza titolo di viaggio”. Secondo quanto raccontato dall’operatrice, non avrebbe fatto in tempo ad avvicinarsi al marocchino e nemmeno a rivolgergli la parola che lui, alzandosi dal posto, le avrebbe detto “il biglietto non ce l’ho, chiama chi vuoi” e successivamente l’avrebbe colpita con una testata. “Mi ha preso al labbro superiore, che è stato dolorante per parecchi giorni a seguire” ha continuato la capotreno. “A quel punto ho chiamato il numero unico per le emergenze e mi sono seduta vicino a due signore quando lui mi ha minacciato dicendo che se non fosse stata per la presenza delle due donne mi avrebbe ammazzato”. Il convoglio, appena partito dalla stazione di Bellano, si sarebbe poi fermato a Dervio, dove il presunto aggressore sarebbe sceso e scappato.
Terminata l'istruttoria dibattimentale, nella sua requisitoria il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto la condanna del 46enne, gravato da recidiva reiterata infraquinquennale, mettendo in continuazione altre condanne riportate, alla pena finale di 3 anni e due mesi di reclusione; il difensore dell’imputato - l’avvocato Arveno Fumagalli - ha invece chiesto al giudice l’assoluzione piena del suo assistito, sostenendo che non fossero provati gli elementi materiali del reato di lesione e di minaccia.
Il giudice Giulia Barazzetta, dopo una breve camera di consiglio, ha condannato l’imputato alla pena finale pari a due anni, due mesi e 20 giorni di reclusione.
B.F.
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