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Scritto Martedì 01 dicembre 2020 alle 16:58

Valmadrera: sulla materna paritaria il consigliere Amaretti in rottura con il gruppo

Federico Amaretti
Forse la parola crisi può essere un’esagerazione ma di sicuro l’atmosfera in seno alla maggioranza di Progetto Valmadrera non è delle più serene, con il consigliere Federico Amaretti che sembra in rottura con il resto del gruppo. Il motivo? La convenzione, approvata ieri dal consiglio comunale, con la scuola per l’infanzia paritaria Luigia Gavazzi.
La proposta dell’amministrazione comunale è quella di devolvere all’istituto un contributo pari a 1.200 euro per ogni bambino frequentante la scuola e residente a Valmadrera, come ha spiegato l’assessore Raffaella Brioni. Ma nell’assise di ieri sera Amaretti, che già aveva mandato sotto la maggioranza in commissione nei giorni precedenti, ha presentato un ordine del giorno bocciato dal consiglio.
“In considerazione del ruolo svolto dalla scuola per l’infanzia Gavazzi, che completa il bisogno scolastico del territorio comunale rispondendo alle esigenze delle famiglie di Valmadrera, con il mio ordine del giorno chiedo al sindaco di impegnarsi a istituire una commissione paritetica finalizzata a verificare l’utilizzo del contributo comunale da parte della scuola, a verificare la congruità delle rette in rapporto al reddito Isee, a condividere i criteri di ammissione dei bambini a scuola, a valutare l’abbattimento delle rette per le famiglie svantaggiate, a proporre al consiglio comunale, entro 12 mesi dalla costituzione della commissione, eventuali proposte di modifica della convenzione, al fine di formulare una diversa determinazione del contributo comunale per subordinare lo stesso non al numero di studenti iscritti, che può variare, ma a una quota fissa annuale per le spese di gestione e a una quota variabile per integrate le rette delle famiglie tenendo conto dell’Isee e della composizione del nucleo” ha spiegato Amaretti. “Il gruppo di lavoro che ha formulato la convenzione non ha avuto un indirizzo politico. Con il mio ordine del giorno non si modifica la convenzione nel breve termine e il contributo non è in discussione. Chiedo solo che si deleghi a una commissione ufficiale la decisione di valutare il contributo, che potrà anche essere maggiore dell’attuale se necessario”.
Ad Amaretti ha replicato il suo capogruppo, il consigliere Cesare Colombo. “C’è stato un gruppo di lavoro che ha visto il coinvolgimento di maggioranza, minoranza e della fondazione Parmigiani che gestisce la scuola” ha detto. “Il gruppo ha fatto alcune valutazioni e ha determinato il contributo che trova un bilanciamento tra le esigenze della fondazione e la disponibilità del comune. In commissione, durante la discussione, sono emerse alcune incomprensioni e per questo presentiamo un emendamento per chiarire che il contributo serve per supportare le spese di funzionamento della scuola paritaria. Si potranno fare ulteriori valutazioni, ma serve rispetto per il lavoro svolto dal gruppo”.
Oltre all’emendamento presentato da Progetto Valmadrera, anche la Lega ne ha presentato uno. Poi ritirato, con la decisione di sostenere quello della maggioranza, come ha spiegato il capogruppo leghista Alessandro Leidi.
“Nessuno ha in tasca la verità e ogni comune si adegua alle situazioni che ha” è intervenuto il sindaco Antonio Rusconi. “La maggior parte dei comuni ha solo scuole paritarie, non c’è una formula che vada bene per tutti. Io però faccio un ragionamento che sta a monte. O si crede o non si crede nella scuola paritaria. Per anni, a livello regionale e nazionale, ho tenuto rapporti con le scuole paritarie, credo in loro e non posso rinnegare la mia storia, pur avendo frequentato e insegnato sempre in scuole pubbliche. La scuola per l’infanzia non è una scuola dell’obbligo e Valmadrera è uno dei pochi comuni che ha due statali e una sola paritaria. L’anno scorso il primo atto è stato portare a 1.000 euro il contributo, che prima della convenzione era di 850 euro ad alunno. Ringrazio la commissione per il lavoro svolto, che ha consentito di portare il contributo allo stesso livello di Civate e Malgrate. A Lecco c’è una commissione simile, ma Lecco ha anche un contributo che sfiora 1.500 euro per alunno ma oggi non siamo in grado di dare un contributo così grande. Mi vanno bene gli emendamenti presentati. I suggerimenti sono sempre utili e anche quelli non raccolti oggi potranno comunque essere inseriti negli indirizzi del DUP. Fra due anni dovremo lavorare su una nuova convenzione, dovremo decidere lo strumento però si dialoga, anche in modo vivace e non scontato, con la fondazione”.
“Ho ascoltato gli interventi con attenzione e ringrazio tutti, è importante che ci sia stata discussione” ha replicato Amaretti. “Il gruppo di lavoro che ha steso la convenzione non è una commissione, non è stato votato da nessuno. La commissione paritetica è un’altra cosa, sono stabiliti i componenti e c’è un regolamento in cui c’è scritto chi deve fare cosa; ha una ufficialità diversa. La scuola paritaria deve stare in piedi, se c’è bisogno di un contributo maggiore lo si deve dare. Quello che chiedo è che l’accesso debba essere dato a tutti concretamente: per una famiglia a basso reddito 1.600 euro l’anno di retta possono essere significativi. Da amministratore dico che deve esserci un criterio per cui chi può dare di più paga di più e chi ha meno paga di meno”.
La spiegazione di Amaretti però non ha convinto il consiglio comunale che – minoranze comprese – ha votato compattamente contro all’ordine del giorno. Solo che lo stesso Amaretti aveva vincolato il suo voto favorevole alla convenzione all’approvazione dell’ordine del giorno. Con la bocciatura del documento, Amaretti si è astenuto sulla convenzione, insieme al gruppo di minoranza di Ascolto Valmadrera. La Lega invece ha votato a favore insieme alla maggioranza.
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