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Scritto Mercoledì 02 dicembre 2020 alle 16:36

Il treno 2555 cambia meta e va da Lecco a Milano, non più Centrale ma ... Rogoredo

Il treno regionale 2555 delle ore 7.22 da Lecco e diretto a Milano Centrale ha cambiato destinazione e si fermerà a Rogoredo. Una decisione che è stata deliberata nell'accordo quadro tra Regione e RFI senza tenere conto delle esigenze dei pendolari lecchesi e meratesi.
In questa fascia, infatti, modificare la destinazione di un convoglio da Centrale a Rogoredo significa penalizzare coloro che si spostano con i mezzi pubblici e che nella stazione principale della città trovano le varie coincidenze. Ora per giungerci dovranno appoggiarsi alla metropolitana ma chiaramente i tempi si dilazioneranno.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Raffaele Straniero.
“Mentre sto ancora aspettando una risposta all’interrogazione rivolta all’assessore regionale ai Trasporti Terzi sullo spostamento di quattro diretti Lecco-Milano da Centrale a Rogoredo, Trenord procede e sposta a Rogoredo la destinazione di quello più importante, in partenza da Lecco alle 7.22, che adesso è dato in arrivo a Rogoredo alle 8.21. Trovo davvero grave questa decisione in barba alle proteste dei pendolari e alle nostre azioni”.
A fargli eco anche Antonio Gilardi, responsabile Trasporti della Federazione del Pd di Lecco: “Con Trenord non c’è mai limite al peggio. Oltre ai continui ritardi, alle soppressioni e alle carrozze in pessime condizioni, ci mancava solo questo. È l’ennesima dimostrazione della totale assenza di attenzione di Regione Lombardia nei confronti dei pendolari, soprattutto di quelli della Val San Martino e del Meratese che si troveranno ora con un treno diretto in meno per Milano Centrale, oltretutto nella fascia più frequentata del mattino”. Per Gilardi infine è “una scelta folle e senza senso e per la quale ci si sarebbe aspettati almeno un confronto con i Comitati dei pendolari. Un conto sarebbe stato spostare l’arrivo in stazione Garibaldi, ma a Milano Rogoredo è un’assurdità che graverà su migliaia di studenti e lavoratori”.
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