Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 137.603.921
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 05 dicembre 2020 alle 18:34

Farmacie lasciate a secco di vaccino: la parola ai titolari

Il cartello predisposto da Federfarma Lecco
Farmacie lasciate a secco di antinfluenzale nell'anno del coronavirus. Cosa ne pensano gli addetti ai lavori, anche in relazione alla "comunicazione" predisposta da Federfarma Lecco per chi, ancora oggi, vorrebbe assicurarsi una dose dell'agognato vaccino?
Ne abbiamo sentiti alcuni.

"Riceviamo telefonate ogni giorno - ha ammesso Francesco Astoli, titolare della farmacia di Costa Masnaga che ha "denunciato" il caso dei vaccini sui social - Non abbiamo mai preso prenotazioni proprio per la situazione di incertezza. Spiace tuttavia che, magari, il quarantenne che vive a casa con i genitori anziani e si vuole tutelare, non possa farlo".
Grande amarezza è stata espressa anche dalla derviese Simona Santi Baraglia e dai titolari della farmacia San Giuseppe affacciata su Corso Europa a Calolzio, rammaricati di non poter rispettare le "promesse" fatte negli scorsi mesi ai loro clienti.
"In quasi quattro decenni di lavoro non mi era mai capitata una cosa simile" ci ha confidato, scoraggiata, anche la dottoressa Regina Panzeri di Primaluna. "Quest'anno avevamo ricevuto più di 200 richieste: non abbiamo garantito niente a nessuno, ma comunque non è stato bello trovarci nella posizione di dover negare un servizio così importante. A volte è stato davvero difficile spiegare la situazione, magari siamo anche sembrati scortesi, ma purtroppo non avevamo alternative".
Un disagio, quello di rapportarsi con i pazienti in attesa del vaccino, provato anche dal dottor Mario Losi della farmacia meratese di Brugarolo. "Non è stato piacevole "scontentare" più di cinquanta persone in lista: è una situazione talmente assurda che comprendo bene l'incredulità di tanti cittadini che si sono rivolti a noi" ha dichiarato quest'ultimo, sottoscrivendo in toto la nota di Federfarma così come la collega Alfonsina Garruti del negozio di via Terzaghi (Sant'Ambrogio). "Ho esposto in bella vista il messaggio dell'associazione, mi sorprende che qualcuno possa non averlo fatto".
Eppure non sono mancate le voci di dissenso - almeno parziale - con l'opinione di Andrea Braguti e degli altri professionisti che hanno scelto di condividere il comunicato.
"Anche io penso che sia molto grave il fatto di non essere riusciti ad ottenere le dosi per coloro che - facendo parte della fascia di popolazione attiva - erano interessati a vaccinarsi per tutelare se stessi e i propri cari più fragili" ha commentato Giovanni Bonnal, titolare dell'Internazionale di Lecco in piazza XX Settembre. "Non mi sento però di incolpare Regione Lombardia, una delle più virtuose in Italia per il sistema sanitario. Credo che le cause di questa situazione siano da ricercare lungo tutta la filiera distributiva e ai "piani alti": dopo la prima ondata di Coronavirus il Ministero della Salute avrebbe dovuto prevedere che le richieste sarebbero triplicate - solo qui da noi sono passate da 500 a circa 1.500 - e avrebbe dovuto agire di conseguenza. La produzione si è basata sulle stime degli ultimi anni, ben diverse da quelle attuali. E la Regione non può essere il capro espiatorio".
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco