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Scritto Venerdì 18 dicembre 2020 alle 18:03

Valgreghentino: a processo con 4 accuse dopo un funerale 'turbolento', ne esce pulito

Era arrivato al banco degli imputati con quattro accuse, tutte smontate dalla difesa.
Il signor F.R., assisto dagli avvocati Stefano Pelizzari e Alessandro Dell’Oro, per uno spiacevole episofio avvenuto a Valgreghentino il 10 novembre 2018 era chiamato a rispondere in Tribunale a Lecco dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, oltraggio a pubblico ufficiale e turbamento di un funerale (reato previsto dall'art 409 del codice penale).
Quel giorno, stando all’impianto accusatorio, poi crollato pezzo dopo pezzo all’esito dell’istruttoria dibattimentale, l’uomo in transito in auto sarebbe stato bloccato dai vigili impegnati nel gestire un corteo funebre; con una reazione scomposta il 53enne si sarebbe così scagliato contro due ufficiali, insultandoli causando quindi l'interruzione del servizio di viabilità predisposto dal comune per lo svolgimento della cerimonia e costringendo il personale delle onoranze funebri a sostituirsi agli agenti della Polizia Locale nello svolgimento delle loro mansioni.
Il Vpo Mascaro ha chiesto che il Tribunale condannasse l'uomo ad una pena di 6 mesi di reclusione, mentre l'avvocato Sesana in qualità di parte civile (a nome di uno dei ghisa costituitosi in questo processo) ha chiesto un risarcimento per il proprio assistito pari a 2000 euro.
Nella propria arriga l’avvocato Pelizzari, rifacendosi alle risultanze del dibattimento, ha ridefinito i contorni dell’accaduto: l'imputato si sarebbe accanito contro gli agenti della Polizia Locale (impegnati a scortare un corteo funebre) perchè questi ultimi, compiendo una "manovra poco felice" per fermare il traffico avrebbero costretto lo stesso ad uscire di strada con la propria autovettura per evitarli. “Appena ti vedo in giro che sei senza divisa ti spacco la testa” sarebbe stata una delle frasi che F.R. avrebbe rivolto agli uomini della Locale. La difesa ha quindi chiesto che l'uomo fosse assolto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale con la formula "perchè il reato non sussiste" ("perchè - ha precisato il legale  - le minacce non sarebbero state rivolte per opporsi ad un atto dell'ufficio" come invece richiede la fattispecie), mentre per il reato di interruzione di pubblico servizio ha chiesto la non punibilità per la particolare tenuità del fatto. Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale sarebbe poi da considerarsi estinto poichè l'uomo aveva già provveduto a risarcire gli agenti. Infine l’avvocato Pelizzari ha sostenuto la non punibilità per il reato di turbamento di servizio funebre, in quanto "è pacifico che il corteo non sia stato turbato perchè la gestione della viabilità è stata garantita da altri soggetti".
Dando lettura del dispositivo della sentenza, il giudice Enrico Manzi ha dunque dichiarato non punibile l'imputato per le accuse di interruzione di pubblico servizio e turbamento di funerale, "non doversi procedere" per i restanti capi di imputazione.
F.F.
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