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Scritto Sabato 19 dicembre 2020 alle 15:43

Olginate: i residenti di via Spluga esasperati, chiedono 'quiete'

Lo scorso 6 agosto il sindaco Marco Passoni si era visto costretto ad emettere un'ordinanza valida un mese per anticipare l'orario di chiusura alle 23.00 e imporre il "divieto di consumare e/o abbandonare in luogo pubblico bevande in contenitori di vetro e bottiglie vuote", chiamando in causa anche l'Arpa per verificare la situazione dal punto di vista dei rumori.
A distanza di cinque mesi - superato un altro lockdown per la "seconda ondata" di Covid - la "musica" non sembra cambiata in un locale in via Spluga a Olginate, con i residenti in zona sempre più esasperati per gli episodi - a loro dire ancora numerosi - di disturbo della quiete pubblica.
Bar che peraltro, in tempi di restrizioni anti Covid, ha tuttora l'obbligo di chiudere al pubblico dalle 18.00 pur potendo garantire, oltre tale orario, l'asporto sempre con il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Eppure, secondo gli olginatesi, nemmeno le norme in vigore per l'emergenza sanitaria sono riuscite a "smorzare" i problemi. Anzi, dal momento in cui in Lombardia è scattata la "zona gialla" sono stati già diversi gli interventi in via Spluga delle forze dell'ordine, con i lampeggianti di carabinieri (e ambulanze) a confondersi - specie al calar del buio - con le luci natalizie che adornano il complesso abitativo alle spalle della farmacia e del salone del parrucchiere. Domenica 13 la chiamata al 112 è scattata pochi istanti dopo le 17.00, per una lite sfociata in violenza: al loro arrivo, i Volontari del Soccorso di Calolzio non hanno trovato alcun ferito e sono rientrati in sede. Altro giro, altra corsa, quattro giorni dopo. Giovedì 17, alle 21.45, è stata la volta della CRI: intervenuti per un'altra "aggressione" insieme a una pattuglia di carabinieri, in questo caso gli operatori di Olgiate Molgora hanno trasferito in ospedale un 35enne, in codice verde. Le sirene - e forse non solo - hanno "svegliato" di nuovo gli olginatesi di via Spluga. Che ora chiedono nuovi provvedimenti.
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