Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 113.879.748
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 23/02/2021
Merate: 80 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 54 µg/mc
Lecco: v. Sora: 50 µg/mc
Valmadrera: 71 µg/mc
Scritto Sabato 19 dicembre 2020 alle 18:36

Dervio: raccolte quasi 600 firme per dire no al forno crematorio



Partita a Dervio la raccolta firme per dire no alla realizzazione di un tempio crematorio all'interno del cimitero del paese. Il Comitato, supportato dall'opposizione, ha quest'oggi messo assieme qualcosa come poco meno di 600 sottoscrizioni. Di seguito il comunicato diffuso a seguito del banchetti allestiti quest'oggi.

Grande successo per la prima uscita della raccolta firme contro la previsione di forni crematori a Dervio. Sono stati oltre 500 i cittadini (in grandissima parte residenti, qualche altro con il domicilio in paese) che hanno firmato in sole 4 ore ai 5 tavolini distribuiti per il paese, in una mattinata con qualche goccia di pioggia di un periodo difficile come l’attuale, in considerazione del quale la raccolta è stata effettuata attuando condizioni di massima sicurezza. Alla fine del pomeriggio il numero è ulteriormente salito sfiorando quota 600.
La raccolta firme è stata avviata da un gruppo di decine di persone solo in parte riconducibili al gruppo consiliare di minoranza, a dimostrazione del fatto che la questione stia a cuore a tutti i Derviesi e la contrarietà al progetto sia trasversale ad ogni schieramento.  
Il numero di firme è approssimato sicuramente per difetto in quanto alcuni moduli non sono stati ancora completati e restituiti, e chi non avesse potuto firmare può rivolgersi ad una delle persone che erano presenti stamattina ai tavolini.
Un nuovo punto di raccolta verrà allestito martedi mattina lungo via don Penati, prima della piazza del mercato, e se necessario verranno successivamente proposte altre occasioni.
Per quanto riguarda il merito della vicenda, la Giunta sta purtroppo tirando dritto nell’approvare la delibera propedeutica alla realizzazione dei forni da inviare in Regione (sempre che non l’abbia già fatto), mentre, anche a seguito delle nostre segnalazioni e della sollevazione popolare in atto, di questa vicenda (anche per le singolari modalità con cui è stata portata avanti dall’amministrazione) se ne discuterà a diversi livelli comprese le massime sedi istituzionali del Parlamento e di qualche ministero, grazie all’autonoma iniziativa di qualche parlamentare.  
Per far comprendere a quale livello si stia abbassando l’amministrazione per difendere un progetto che ogni giorno risulta sempre più indifendibile, il sindaco è riuscito a costruire una polemica anche sull’autorizzazione concessa per l’occupazione di 2 metri di suolo pubblico per la posa dei tavolini, che secondo lui avrebbe “messo in difficoltà gli uffici già in sofferenza”. Ricordiamo al sindaco che non è certo l’amministrazione a concedere a propria discrezione l’occupazione di suolo pubblico, ma che fortunatamente è un normale atto di competenza degli uffici, e che la compilazione delle 7 (sette) righe di testo di autorizzazione da inserire in un file sicuramente già predisposto non avrà di certo mandato in sofferenza alcun ufficio. Ma soprattutto gli ricordiamo che per alimentare le sue polemiche gratuite non dovrebbe certo utilizzare gli strumenti di comunicazione istituzionale del Comune, come invece ha fatto inviando un messaggio assolutamente tendenzioso sia nel gruppo WhatsApp comunale (istituito con ben altre motivazioni) che sulla pagina Facebook del Comune. Prima di parlare di regole e di disponibilità al confronto dovrebbe ad esempio spiegare come mai si rifiuti da 22 giorni di rispondere all’interrogazione presentata sull’argomento in Consiglio Comunale, dopo che ne aveva impiegati ben 49 per consegnare ai consiglieri la documentazione relativa alla vicenda. Ma questa volta i Derviesi, di fronte alla democrazia negata, se la stanno evidentemente costruendo da soli.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco