Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 114.294.968
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 28/02/2021
Merate: 24 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 16 µg/mc
Lecco: v. Sora: 14 µg/mc
Valmadrera: 17 µg/mc
Scritto Venerdì 25 dicembre 2020 alle 10:06

PAROLE CHE PARLANO/5

Presepio

Oggi è Natale, un momento straordinario per tutti i cristiani. È indubbio che sia stato trasformato nel tempo in un periodo di festa fin troppo laica e consumistica, anche se in questo 2020 sarà più austero e forse più vicino allo spirito originario: la gioia per la nascita di Gesù.
Sappiamo che le raffigurazioni della natività risalgono ai primi secoli dopo Cristo: la più antica è del III secolo, e si trova nelle catacombe romane di Priscilla. Ma è noto a tutti che la prima ricostruzione tridimensionale fu voluta da san Francesco a Greccio, nel 1223, dopo il suo ritorno dalla Terra Santa. Si tratta anche del primo presepio vivente mai allestito.
Da allora si è diffuso nel mondo, diventando patrimonio della cristianità.
Proprio nell'etimologia della parola presepio, o presepe, ritroviamo lo spirito del Natale. Ha derivazione latina: prae, innanzi e saepes, recinto, siepe. Quindi significa letteralmente luogo recintato da una siepe, e pertanto anche stalla, mangiatoia. Secondo i Vangeli, il Messia tanto atteso non nasce infatti tra gli sfarzi e i lussi di una reggia, ma in perfetta umiltà, nel luogo più misero: una greppia, cioè un presepio.
Secondo l'evangelista Luca, a cui Alessandro Manzoni si ispirò per una sua poesia, Gesù alla sua nascita fu deposto proprio in una mangiatoia:

La mira Madre in poveri
panni il Figliol compose,
e nell'umil presepio
soavemente il pose;
e l'adorò: beata!

(da "Il Natale" di A. Manzoni)
Articoli correlati:
18.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/4
11.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/3
04.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/2
27.11.2020 - PAROLE CHE PARLANO: la nuova rubrica del venerdì a cura dello scrittore lecchese Dino Ticli
Rubrica a cura di Dino Ticli
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco