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Scritto Venerdì 25 dicembre 2020 alle 14:23

Olginate: il ricordo di don Lino, 'artigiano' della comunità, a 40 anni dalla scomparsa

Don Lino Luraschi (foto tratte dal libro “Storia di Olginate”)

Da quattro decenni esatti a questa parte, il 25 dicembre non significa soltanto Natale per la Parrocchia di Olginate. Nei fedeli con qualche anno in più sulle spalle, infatti, è ancora vivo il ricordo di don Lino Luraschi, venuto a mancare in un incidente stradale proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la nascita di Gesù, nel 1980.

 Il sacerdote con il Cardinal Montini in preghiera alla tomba di Monsignor Orsenigo

Classe 1913, il sacerdote originario di Garbagnate Milanese ha lasciato un segno profondo nella comunità di Sant'Agnese, dove è approdato ufficialmente il 23 maggio 1954 dopo un "tirocinio pastorale" di diciotto anni in Valle Olona. Il suo nome è inciso a grandi lettere sulla parete esterna dell'edificio noto come "Convegno Parrocchiale", quello che oggi ospita il Bar Aurora e il Teatro Jolly, ben visibile a tutti coloro che "salgono" in via don Gnocchi, a concreta testimonianza di un lungo impegno che non aveva fatto altro che confermare le parole con cui l'allora prevosto di Legnano Monsignor Virgilio Cappelletti lo aveva presentato agli olginatesi, pronti ad accoglierlo con una grande festa: "Un uomo dalla personalità poliedrica, di una bontà e una delicata attenzione che hanno sempre alimentato il suo zelo di apostolato specialmente tra i giovani, ma soprattutto un santo prete".


Il prevosto con altri religiosi durante la visita pastorale di Monsignor Carlo Colombo

Come ben ricordano i fedeli del paese, la comunità di oggi è tale - nello spirito e nei luoghi - anche e soprattutto grazie a lui. "Chi conosce l'attività di don Luraschi [...] non fatica a scorgere nell'elogio di Mons. Cappelletti le linee seguite dall'attuale prevosto nello svolgere il suo programma di lavoro" si legge nel libro "Storia di Olginate" edito nel 1979 a cura di Eugenio Cazzani.

Don Lino, in particolare, riservò una costante attenzione alla Chiesa di Sant'Agnese: fu lui a promuovere i lavori di rifacimento del sagrato e della scalinata, così come quelli di rinnovamento del battistero, dell'organo e dell'impianto di illuminazione, nonché la sistemazione del pavimento, delle cappelle e della sacrestia, per poi sostituire la cupola del campanile, riqualificare la facciata esterna e ripristinare l'impianto di riscaldamento. L'attività del sacerdote si estese poi alla Casa di Riposo, allora in via Marconi, che venne raddoppiata nelle attrezzature e nella capienza, all'abitazione dei parroci, alla "Casa del Giovane" - l'attuale Bar Aurora - e all'Oratorio, che porta ancora i segni del suo operato. A questi interventi si aggiunsero quelli a favore della cappella prefabbricata di Santa Margherita, all'epoca frequentata dagli abitanti della zona del Lurago e ora al servizio della RSA di via Cantù.


L'inaugurazione dell'Oratorio

"Un complesso rilevante di opere - si legge ancora nel volume citato - che rivelano la sollecitudine instancabile del pastore e la costante corrispondenza del gregge fedele", riconosciute anche dal Cardinal Giovanni Colombo che, in una visita pastorale, si congratulò con il prevosto "per tutto quanto è stato fatto per dare decoro alla chiesa e ai luoghi di ritrovo per la gioventù", con l'auspicio - divenuto presto realtà - "che possa essere rinnovato anche l'Oratorio per gli adolescenti".


La folla ai funerali del parroco (foto tratta da "La Voce", gennaio 1981)

Se i ragazzi di oggi non hanno avuto il piacere di conoscere don Lino, i loro genitori ne tramandano ancora il ricordo, eternato nelle memorie della comunità che come un "artigiano" ha saputo modellare a sua immagine. Oggi, venerdì 25, a quarant'anni dalla sua prematura scomparsa, sarà dedicata a lui la S. Messa natalizia delle 18.00.

B.P.
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