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Scritto Lunedì 04 gennaio 2021 alle 15:20

Abbadia: 'abbiamo perso uno dei membri migliori del nostro presbiterio'. L'addio a don Alfredo mancato a soli 58 anni

"Offro tutto per la nostra Diocesi". Così, già ricoverato al Valduce di Como, don Alfredo Nicolardi ha scritto al Vescovo Oscar Cantoni. "Ti ringrazio a nome di tutti noi per la tua generosa offerta, culminata con il dono della tua vita. Possiamo ancora contare su di te perché dal cielo tu possa accompagnare questa nostra Chiesa nella sua bellezza e nelle sue difficoltà e sostenere ciascuno di noi mentre proseguiamo il nostro pellegrinaggio terreno, il cammino verso la città santa dove tu ci attendi". Questa nella mattinata odierna, dal pulpito del Santuario di Sant'Anna in Caslino al Piano, la risposta postuma di Sua Eccellenza.

Il Vescovo Oscar Cantoni

Commozione e sincera partecipazione alle esequie del sacerdote 58enne, nativo di Abbadia, strappato alla vita da complicanze indotte dal covid, nella serata del 31 dicembre. Già oltre 4.500, nel primo pomeriggio, le visualizzazioni del video della funzione trasmesso in diretta streaming e ancora fruibile su Yuotube (QUI), a riprova di come don Alfredo abbia saputo farsi voler bene ovunque il suo ministero lo abbia indirizzato. A cominciare proprio dalla "sua" Abbadia, con i fedeli riuniti in chiesa per assistere coralmente alla messa funebre, aperta dalle parole di Eros Robba, sindaco di Garzeno, parrocchia dove il sacerdote ha prestato servizio tra il 2000 e il 2009, dopo l'esperienza a Rebbio e prima di approdare a Caslino al Piano e San Martino a Cadorago. "In questo momenti le parole servono sempre a poco, soprattutto quando il dolore è così esteso da raggiungere più comunità" ha sostenuto, in fascia tricolore, ringraziando i colleghi primi cittadini presenti alle funzioni - tra cui anche il borgomastro di Abbadia, Roberto Sergio Azzoni - per avergli offerto la possibilità di ricordare il don della sua giovinezza.



Don Alfredo Nicolardi

Eros Robba, sindaco di Garzeno

Classe 1995, il sindaco ha parlato del pragmatismo e determinazione che facevano di don Alfredo un imbattibile costruttore, parafrasando le parole del messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Garzeno è così una comunità, "dove ha saputo lasciare il segno, sia in maniera tangibile sia come impronta nel cuore". Citato altresì l'attuale parroco che, nell'aprire la messa del primo dell'anno, ha sostenuto "Oggi dovrebbe essere un giorno di festa invece ha più l'aria di un venerdì santo" ma, ha aggiunto a sua volta Robba, facendo riferimento a uno scritto proprio di don Alfredo, "tu ci hai insegnato che dopo il buio viene la Pasqua di risurrezione. Oggi perdiamo un maestro ma i suoi insegnamenti vivranno in noi".
A condividere il lutto dei fedeli, la famiglia d'origine di don Nicolardi con mamma Rita (a cui si è rivolta una nipote) e l'intero clero diocesano ("Abbiamo perso uno dei membri migliori del nostro presbiterio").

 

"Il nostro don Alfredo si è addormentato nel Signore nella festa della Madre di Dio. Mi piace pensare che Ella lo abbia accompagnato nel sacro viaggio e lo abbia condotto a Gesù suo Figlio, che gli sia venuto incontro e lo abbia subito riconosciuto come un suo fedele discepolo chiamandolo per nome con il volto sorridente. Penso alla gioia intensa e alla commozione di don Alfredo per aver finalmente incontrato Colui per il quale ha dato la vita, insegnando agli altri a conoscerlo, ad amarlo, a seguirlo" ha esordito, nell'omelia, monsignor Cantoni che, rifacendosi alle Scritture proposte durante la celebrazione, ha ripercorso di fatto l'esistenza del compianto sacerdote, citando anche Abbadia, "comunità che ha testimoniato a lui la fede di aver incontrato il Signore", primo e fondamentale catechismo insieme alla famiglia. E poi la ricerca di Dio, concretizzatasi per don Alfredo dapprima nella professione e nell'impegno di servizio in paese ("che gli ha permesso di conoscere l'umanità vera con i suoi slanci e le sue debolezze) infine la consacrazione e quel "offro tutto per la nostra Diocesi" difficile da dimenticare.
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