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Scritto Giovedì 07 gennaio 2021 alle 12:46

Lecco: illustratrice firma un 'graphic memoir' dedicato alla zia e alla sua educazione nel Ventennio

Le abissine del pastifico La Molisana non sono l'unico prodotto dal "sapore littorio" degli ultimi giorni. Dal 14 gennaio, in libreria, un graphic memoir contribuirà a riportare dritti dritti, senza alcuna nostalgia ma con spirito d'analisi, al Ventennio. Lo firma una lecchese trapiantata a Londra. Si tratta dell'illustratrice Bruna Martini, da oltre dieci anni nel campo dell'animazione, con impegno a sfondo sociale e femminista, già vincitrice con alcuni suoi cortometraggi - trasmessi sulle tv locali del Regno Unito - di premi in festival internazionali.

Bruna Martini

In "Patria. Crescere al tempo di guerra", racconta la storia vera di sua zia, ragazzina educata nel credo fascista, mescolando disegni, foto e documenti originali del periodo. Protagonista del libero è dunque Graziella Mapelli: ha 88 anni e ancora oggi vive a Lecco, dove si è trasferita per sfuggire agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Dopo 40 anni di lavoro come ragioniera, 10 nipoti e 11 pronipoti, è felicemente pensionata.

Graziella Mapelli

Pagina dopo pagina, in "Patria", grazie a Bruna, ripercorre aneddoti della sua giovinezza: dalla paura dei bombardamenti all’obbligo di scrivere ai soldati al fronte nelle ore di scuola, dalle rappresentazioni vestite da contadinelle al culto della figura del Duce. La scuola, del resto, ebbe un ruolo fondamentale nella propaganda mussoliniana: attraverso il punto di vista di Graziella, si fa luce sui principali aspetti dell’ideologia e della storia fascista, con particolare attenzione al processo di indottrinamento operato dal regime sui giovani e alle tecniche di persuasione attuate tra i banchi.

La copertina del libro

E' dunque un intenso lavoro di ricerca, testimonianza e memoria quello che sta alla base del volume, frutto della collaborazione tra le due lecchesi, zia e nipote. Il libro mette in dialogo i disegni a pastello e acquerello con oggetti dell’epoca, la maggior parte dei quali provenienti dall’archivio personale della protagonista: vecchie fotografie, le lettere dei soldati del tempo, gli articoli di giornale, le pagelle, i quaderni e i libri di testo usati nelle scuole.

Una delle illustrazioni

Lo edita BeccoGiallo, una casa editrice padovana nata nel 2005, oggi facente parte del gruppo Fandango. Specializzata in graphic journalism e biografie a fumetti, il suo nome è un omaggio alla coraggiosa esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo”, che negli anni Venti del secolo scorso utilizzava il disegno – assieme all’inchiesta giornalistica scritta – per criticare e incalzare il Potere. Oggi manda in libreria un fumetto atipico, una sorta di passaggio di testimone tra due donne della stessa famiglia in cui una raccoglie la memoria dell'altra e ne racconta l'esperienza attraverso le immagini.
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