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Scritto Venerdì 08 gennaio 2021 alle 18:10

Il prof. Gilardi chiede il ''silenzio stampa'' sulla sua vicenda. ''Basta notizie. Provo forte senso di disagio e di vergogna''

A chiedere il silenzio sulla sua storia, senza più alcun clamore sia a mezzo stampa che con manifestazioni pubbliche è lo stesso professor Carlo Gilardi, ricoverato dalla fine di ottobre presso la RSA Airoldi e Muzzi di Lecco.
Al centro di una vicenda portata sotto i riflettori della tv nazionale, finita nelle aule di tribunale e anche in piazza in almeno due occasioni, lo stimato cittadino di Airuno ha chiesto ora tramite l'amministratrice di sostegno avvocato Elena Barra che la sua vicenda sia coperta dal massimo riserbo e tutto torni nel silenzio.


Il professor Carlo Gilardi

Venuto a conoscenza della spettacolarizzazione dei fatti che lo riguardano attraverso un articolo di giornale, il professore ha scritto una lettera dove, con poche e chiare parole, rende esplicita la sua volontà: “Vi chiedo gentilmente di non pubblicare più notizie che mi riguardino perchè provo un forte senso di disagio e di vergogna. Gradirei che nessuna manifestazione pubblica abbia luogo in mio favore”.
Da qui la comunicazione dell'amministratrice di sostegno, con la richiesta del silenzio e della riservatezza sul suo assistito.
Egregio Direttore,
Egregio/a Giornalista,
nonostante si sia cercato di proteggere il Prof. Carlo Gilardi dall’enorme clamore mediatico e dalla spettacolarizzazione della sua vicenda umana, consapevoli che sarebbe stato per Lui un trauma, ne è venuto a conoscenza tramite l’Avv. Silvia Agazzi, nel corso del colloquio tra loro intercorso, ed ha chiesto conto dell’accaduto e delle persone coinvolte.
Il Prof. Carlo è rimasto profondamente turbato e contrariato. Ha manifestato per iscritto al Giudice Tutelare la volontà di affidarsi a Lei affinchè qualunque futura azione si svolga “nel massimo silenzio possibile” aggiungendo che si vergogna “di subire il trauma della pubblicità”, ragione per la quale si è anche determinato a revocare l’incarico alle Avvocatesse Agazzi, confermando la propria fiducia nelle Istituzioni oltre che nei Responsabili e operatori della Struttura.
In data 7 gennaio u.s. il Prof. Carlo ha letto il trafiletto riportato su La Provincia di Lecco, a pagina 29, si è immediatamente alterato si è attivato scrivendo un’altra lettera con la quale ribadisce di provare un grande senso di vergogna scrivendo testualmente “Vi chiedo gentilmente di non pubblicare più notizie che mi riguardino perchè provo un forte senso di disagio e di vergogna.
Gradirei che nessuna manifestazione pubblica abbia luogo in mio favore”.
Tali missive sono depositate nel fascicolo del Giudice Tutelare.
Nel contempo, Egli riceve le comunicazioni che gli vengono inviate e decide autonomamente a chi quando e cosa rispondere, così come indica chi avrebbe piacere di incontrare.
Ciò posto, ferme le libertà e i diritti costituzionalmente garantiti, vista l’espressa richiesta del mio Amministrato, ritengo doveroso portare la Sua voce alla stampa che si sta occupando del Suo caso, riservandomi in ogni caso di valutare qualunque iniziativa a tutela dei Suoi diritti, se del caso anche con un’interlocuzione con il Garante della privacy.

Lecco, 08.01.2021

Avv. Elena Barra
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