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Scritto Sabato 09 gennaio 2021 alle 09:50

Usucapione, barriere e amianto: il rebus della Piccola

L’area della ex Piccola velocità non smette di creare grattacapi e anche la nuova amministrazione guidata da Mauro Gattinoni, che sulla trasformazione di questa “piattaforma” si è molto speso in campagna elettorale, si sta confrontando con la gestione di questa situazione complessa.

L’ultima sorpresa riguarda la richiesta di usucapione su una piccola porzione del fabbricato centrale, presentata dall’Impresa Chiarello di Francesco Frigerio Snc, che fino alla fine di dicembre ha gestito il posteggio interno all’area. A chiarire la situazione durante i lavori della commissione di venerdì 8 gennaio il dirigente comunale Luca Gilardoni, che ha seguito tutta la vicenda dell’acquisizione dell’ex scalo ferroviario: “Quando il Comune è diventato proprietario dell’area lo ha fatto consapevole di assumersi oneri e onori e tra gli oneri abbiamo eredito questo contenzioso tra RFI e la società che gestiva il parcheggio, la quale vanta il diritto usucapione su un locale di circa 20 metri quadrati - a fronte di un’area di 26mila metri quadrati - La mia impressione è che siccome il Comune non ha ritenuto ci fossero le condizioni affinché la società potesse andare avanti a gestire servizio del posteggio, e infatti con la fine  dell’anno hanno portato via tutto, si stia appigliando a questa usucapione. Ma non c’è niente che ci possa preoccupare, riteniamo di non rischiare nulla: andremo in giudizio ma non ci sarà nessun risvolto, nel caso peggiore occuperanno 20 metri quadrati e ci vorranno dieci o quindici anni di cause, questo non fermerà la progettazione e la riqualificazione della Piccola”.

Qualche chiarimento anche rispetto alla situazione della barriere che sono state poste in delimitazione degli ex magazzini e dove hanno trovato rifugio senza tetto e persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità. “Si tratta delle comuni barriere che vengono poste nelle aree di cantiere - spiega ancora Gilardoni - il tetto delle stecche in questo momento non è sicuro, per questo vanno isolate rispetto al resto dell’area. Manca il completamento della chiusura delle barriere perché dovevamo consentire al gestore del posteggio di smantellare l’area, ha terminato con la fine dell’anno e abbiamo già dato disposizione per completare la chiusura”. Rispetto al problema delle persone che stazionano nella zona, il dirigente ha assicurato che il tavolo tecnico, che comprende anche la Prefettura, i servizi sociale e le associazioni del territorio, ha già preso in mano la situazione.

Mentre Ferrovie dello Stato si è resa disponibile a sostenere le spese per l’intervento di pulizia dello spazio adiacente ai binari dove, per usare le parole di Gilardoni “c’è uno schifo evidente”.
Esclusa invece la presunta presenza di amianto negli ex magazzini: “C’è sicuramente dell’amianto nei due immobili che dovranno essere demoliti e per i quali abbiamo già affidato i lavori, che terranno conto anche dello smaltimento del materiale pericoloso; ma nelle stecche non ci saranno sorprese”.
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M.V.
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