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Scritto Lunedì 11 gennaio 2021 alle 10:00

Lecco perduta/252: quando a Laorca c’era il Circolo Acli

Sono già trascorsi vent’anni dai primi giorni del gennaio 2001, quando chiudeva il Circolo Acli ”Achille Grandi”, del quartiere Laorca, ubicato nell’ex canonica vicina alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro a Paolo. I soci dell’Acli lasciavano la vecchia sede e si integravano nel ritrovo bar esistente presso l’oratorio San Giuseppe.


Alberto Gianola, ultimo presidente del Circolo Acli di Laorca, riceve dal sindaco Giulio Boscagli
il riconoscimento civico di San Nicolò peer il fratello padre Augusto, missionario in Amazzonia

Il Circolo affiliato alle Acli aveva preso tale denominazione nel 1954 subentrando ad un già esistente convegno parrocchiale. L’ultimo presidente Alberto Gianola, della storica trafileria di Malavedo, nei giorni della chiusura, dichiarò: “E’ un pezzo della vecchia Laorca che se ne va. Se alla fine del cammino resta l’amicizia è perché questa esperienza ha lasciato il segno. Invito i soci a frequentare il ritrovo all’oratorio. In un quartiere piccolo come questo, unire le forze non può che fare bene. Ringrazio tutti coloro che in questi quasi cinquant’anni si sono impegnati per il Circolo Acli con generoso volontariato”.


L'anziano parroco don Luigi Invernizzi con don Franco Resinelli, nativo di Laorca, assistente delle Acli di Lecco

Gianola chiudeva la serie dei presidenti che era iniziata con Smeraldo Buttironi e proseguita con Mario Baruffaldi, Mario Barone, Aldo Crotta, Paolo Spinelli, Ernesto Ferrario, Antonio Spada. Il Circolo Acli aveva ospitato il GEL (Gruppo Escursionisti Laorchesi), il Movimento della Terza Età, aveva organizzato il singolare Festival degli spaghetti, che animava una serata di luglio, dopo la compatronale della Madonna della Cintura. Lì si sono tenuti incontri culturali e formativi, è stato ritrovo non mancando dispute politiche e sportive; sì, quando la politica infiammava i locali pubblici fra gli avventori e la gente prima dei dibattiti in televisione quando si seguivano i comizi nelle piazze ed anche dai balconi di qualche palazzo.


Un gruppo del Circolo Acli durante un convivio sociale


I partecipanti Acli al pellegrinaggio a Lourdes con il parroco don Angelo Galbusera

L’Acli di Laorca era il circolo dei “bianchi”, mentre quello dei “rossi” era a Malavedo, presso il ponte sul Gerenzone. Neutrale era, invece, considerata la Barona, presso lo storico cartello “Fermati, o passegger”. Anche in quest’ultimo caso il bar trattoria di corso monte Monte Ortigara si collocava a metà strada, equidistante tra “guelfi e ghibellini”.


Il cardinale Martini a Laorca, visiterà il circolo Acli accolto dal presidente Ernesto Ferrario, riconoscibile nella foto sulla sinistra; affiancano l'arcivescovo di Milano il prevosto mons. Ferruccio Dugnani ed il parroco don Angelo Galbusera

Al Circolo Grandi c’era il ritrovo degli interisti, con il club nero-azzurro animato dal compianto Emilio Castagna. I tifosi della “vecchia signora”, i bianconeri, si trovavano, invece, al Bar Sole in Malavedo, che proprio recentemente ha calato i battenti.
E’ tutta una storia trascorsa che negli ultimi vent’anni non è mancata nei ricordi della gente, richiamando le gite sociali del circolo in varie nazioni europee, le passeggiate sui monti di Lombardia, le cene tra amici, le interminabili ed accese sfide a biliardo ed a carte. Nelle serate sportive, da ricordare quella nero-azzurra con l’arrivo in sede di Rummennige e Bergomi; ma i rossoneri del Milan replicarono portando Gianni Rivera, che nel frattempo era diventato deputato, ad inaugurare il nuovo rettangolo di gioco che ampliava nelle strutture l’oratorio San Giuseppe.
Insomma, non si può dire che sia rimasta solo nostalgia, ma permane una memoria.
A.B.
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