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Scritto Lunedì 11 gennaio 2021 alle 14:35

Valmadrera: dai 'DPI' non trovabili alla sua positività, Oreggia racconta il 2020 della CRI

È stato eletto presidente a febbraio, a seguito della decisione del predecessore Alberto Pedroni di lasciare alla conclusione dell'incarico. Subito dopo, lo scoppio della pandemia. È cominciato così il quarto mandato da numero 1 della Croce Rossa di Valmadrera di Giulio Oreggia, già alla guida del comitato prima di Pedroni. È da qui che cominciamo a tracciare il bilancio di un anno, quello appena conclusosi, che ha lasciato il segno anche nell’organizzazione di volontariato valmadrerese.

Il presidente Giulio Oreggia

Un anno di grande sofferenza, di certo, che ha fatto scoprire più che mai l’importanza e il valore dei corpi intermedi, come quello della Croce rossa, che tanto hanno fatto nei momenti più difficili della pandemia: “Ci siamo messi a disposizione dei comuni con cui collaboriamo - Valmadrera, Malgrate Civate e Oliveto Lario - e siamo diventati il punto di raccolta per le chiamate di necessità dei cittadini, per la consegna di farmaci e della spesa alle persone”.
Se non altro perché proprio gli operatori della Croce Rossa avevano l’equipaggiamento adatto per poter entrare in contatto con sospetti o positivi covid. La tuta bianca che copre l’intero corpo, un triplo strato di guanti, le mascherine FFP2 o FFP3 e visiere: tante le cautele utilizzate per i 120 interventi “Covid” del 2020, nonostante i primi periodi tutti ricordiamo le difficoltà che anche gli ospedali avevano nel trovare dispositivi di protezione.
“Abbiamo avuto la fortuna di fare un ordine di mascherine e altri dispositivi poco prima che scoppiasse la pandemia: in questo modo, ci siamo assicurati le protezioni necessarie ad un prezzo calmierato, prima che l’emergenza esplodesse”. L’assenza di dispositivi sul mercato si è comunque fatta sentire, tant’è che “abbiamo cominciato a centellinare tutto, dai guanti alle mascherine, in attesa delle forniture”. Resta però il fatto che questi dispositivi hanno un costo, e la convenzione a gettoni che il comitato ha sottoscritto con la Regione porta il centro valmadrerese ad acquistare autonomamente i dispositivi, fatta eccezione per alcune voci di spesa per cui stanno attendendo un rimborso. “Abbiamo ricevuto alcuni aiuti da Ats e Areu, ma guanti, mascherine e tute le abbiamo dovute comprare noi autonomamente”.

I disegni realizzati dai bambini per i volontari

La seconda ondata è stata meno pesante della prima in termini di difficoltà: “c’era l’esperienza della prima, anche a livello collaborativo con i comuni: non abbiamo avuto grosse difficoltà, le amministrazioni sapevano di chiamare noi quando avevano bisogno”. Il virus però non ha risparmiato i volontari, ma anzi si è fatto largo nella sede: “il nostro centralinista è mancato e dopo poco abbiamo saputo che era per Covid. Abbiamo fatto immediatamente i tamponi e siamo risultati positivi in due, io e un altro collaboratore”. Dal 7 novembre, quindi, il contributo volontario del presidente Oreggia è venuto meno: “per una settimana ho avuto paura, la saturazione era bassa, aprivo la bocca per respirare e ma l’aria non entrava”. Dopo questi primi momenti la situazione è andata via via normalizzandosi, con il rientro operativo la settimana prima di Natale: “Durante la mia assenza i miei collaboratori sono stati molto efficienti: i primi tempi rispondeva mia moglie al telefono, poi quando ho cominciato a poter parlare sono rimasto sempre in contatto personalmente”.

Guardando al futuro Oreggia auspica che si possa evitare una terza ondata, anche se i numeri dei contagi degli ultimi giorni sembrano presagire il contrario; ciò che è certo, è che il comitato è “sempre in contatto con i Servizi Sociali e i comuni per aiutare”. Ed è sempre con i servizi sociali, oltre che con la Caritas, che i volontari hanno collaborato aderendo all’iniziativa “L’albero solidale”, attraverso la quale sono stati donati centinaia di pacchi a bambini e bambine provenienti da famiglie bisognose, al reparto di pediatria dell’ospedale e al comitato della croce rossa di Casatenovo.
Il 2020, tra le altre cose, ha anche tolto la possibilità al comitato di celebrare il 25esimo anniversario di fondazione; i festeggiamenti, assicura il presidente, sono però solo rimandati. "Auspichiamo di poterli recuperare nei prossimi mesi”.
A.A.
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