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Scritto Martedì 12 gennaio 2021 alle 13:42

Valmadrera: saldo della popolazione negativo. A pesare i trasferimenti, più dei morti. 'Scappano' gli stranieri. E non ci si sposa più

Il sindaco Antonio Rusconi, l'assessore Raffaella Brioni e
il responsabile dell'Ufficio Anagrafe Riccardo Rusconi
Ci scherza su, il sindaco, sul fatto che il suo sia ancora il cognome più diffuso di Valmadrera, “anche se meno rispetto a qualche anno fa”. Questa mattina, nella sala arancione del municipio, è stato infatti presentato il bilancio demografico relativo al 2020 della cittadina. Un bilancio che, per evidenti ragioni, quest’anno era particolarmente atteso.
Eppure, come ammetto lo stesso primo cittadino Antonio Rusconi, il dato sui decessi del 2020 è stato diverso rispetto a quanto ci si poteva attendere: “L’incremento dei morti non è stato esagerato, siamo passati da 113 decessi nel 2019 a 142 nel 2020, con un aumento di 29. Pensavamo che, con il Covid, questo dato potesse essere più alto”.
Per quanto riguarda invece le nascite, nel 2020 sono state 76, meno rispetto all’anno precedente ma pari al 2018. Dei nuovi venuti al mondo, 36 sono stati i maschi (47,4%) e 40 le femmine (52,6%). Percentuali analoghe le si riscontrano anche sul totale della popolazione residente, che al 1 gennaio 2021 era pari a 11.282 persone (5.527 gli uomini, 5.755 le donne).
Il saldo totale della popolazione? Negativo: da 11.428 a 11.282. In particolare è il dato sulle cancellazione (cioè i trasferimenti) su cui si sofferma il sindaco nell’analisi dei dati: “Nel 2020 ci sono stati più cancellati che nuovi iscritti, con una differenza di 80 persone. Le persone trasferite sono prevalentemente stranieri che erano venuti qui per le fonderie, l’edilizia o per fare le badanti, e che ora sono andati a cercare lavoro verso la Francia o la Germania. Per la prima volta in 15 anni, a Valmadrera ci sono meno di 1000 stranieri” spiega Rusconi, confermando un trend iniziato già negli anni scorsi.
E per quanto riguarda le fasce d’età? Un solo centenario: un uomo, nato nel 1920, residente nella casa di riposo. Dopo di lui, 13 donne nate tra il 1921 e il 1923. La leva più popolosa è quella del 1967, con ben 207 rappresentanti (quasi 3 volte i nati nel 2020). In generale, scorrendo la tabella dei dati, salta all’occhio la costante diminuzione di nuove nascite negli ultimi anni (una tendenza quanto meno nazionale, se non addirittura occidentale).
Con 534 residenti è Viale Promessi Sposi la via più popolosa di Valmadrera, seguita da Via Preguda (499), Via Bovara (477), Via IV Novembre (424) e Via Chiari (408). Oltre alla new entry Viale Cardinale Carlo Maria Martini, balza all’occhio nell’elenco una via che, in realtà, non esiste: è Via Madre Teresa di Calcutta che, spiega il sindaco, “l’abbiamo messa per indicare i senza fissa dimora, ci è sembrato un nome appropriato”.
Come dicevamo in apertura, Rusconi resta a mani basse il cognome più diffuso: ben 603 i valmadreresi che lo portano come nome di famiglia. Segue, quasi doppiato, Dell’Oro (374), poi vengono i Butti (196), i Colombo (163) e i Valsecchi (149). Il nome più diffuso, però, non è quello del sindaco: “Antonio, come il patrono di Valmadrera, è solo in tredicesima posizione” scherza il primo cittadino. Sul podio dei nomi maschili troviamo allora Marco (143), Giuseppe (140) e Luca (125); su quello dei nomi femminili invece ci sono Maria (112), Giulia (96) e Laura (86).
I cittadini stranieri, dicevamo, sono scesi: 973, per l’esattezza, di cui 126 comunitari e 847 extra-comunitari. La comunità più numerosa è quella senegalese (128), poi viene quella marocchina (104) e albanese (79). Nel 2019 gli stranieri erano 1.053 e nel 2018 invece 1.091.
Una sorpresa sui matrimoni: quelli civili “vincono” 14 a 3 su quelli religiosi. Segno dei tempi? Non proprio. Se è vero che nel 2019 i civili erano comunque più dei religiosi, lo erano di poco: uno o due in più. Ma cos’è successo allora nel 2020? Lo spiega ancora il sindaco Rusconi: “Tanti di quelli che avevano in programma di sposarsi in chiesa, hanno rinviato la data per poter avere festeggiamenti in grande tra banchetti e altro, cosa che il Covid avrebbe impedito. Le cerimonie civili invece sono più ridotte e di solito hanno meno ospiti, quindi sono state confermate”.
Un’ultima nota infine riguardo le famiglie: le più numerose infatti sono mononucleari, composte cioè da una sola persona. 1.456 le persone che vivono da sole, contro le 1.401 coppie e le 923 famiglie di tre componenti. Ancora meno i nuclei di 4 persone (699), di 5 (177), di 6 (45), di 7 (23), di 8 (4) e di 9 (7). Sono 48 le convivenze a vario titolo (che comprendono suore e casa di riposo).
“Un ringraziamento è doveroso all’ufficio anagrafe, al responsabile Riccardo Rusconi e alle sue collaboratrici” sono le parole della vicesindaca Raffaella Brioni, con delega all’Anagrafe. “Oltre a essere così precisi da avere le statistiche dettagliate, hanno qualcosa che li differenzia: la gentilezza e la disponibilità nell’accoglienza delle persone. Tra l’altro l’ufficio anagrafe è frequentato da qualsiasi cittadino, italiano o straniero, per qualsiasi tipo di documento o di pratica. È un ufficio che è cresciuto molto anche nelle competenze”. E che, come ha sottolineato il sindaco, non ha mai chiuso durante la pandemia, restando sempre a disposizione della cittadinanza.
“Ringrazio i miei collaboratori perché è stato un anno difficile e stancante” commenta Riccardo Rusconi. “Per quanto possibile, siamo sempre stati qui cercando di accontentare i cittadini anche grazie al supporto dei nostri amministratori. Siamo arrivati stanchi alla fine dell’anno, ma siamo riusciti a portare a termine anche quest’anno”.

Per visualizzare le tabelle statistiche complete, CLICCA QUI.

Mi.C.
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