Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 114.667.400
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 04/03/2021
Merate: 53 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 42 µg/mc
Lecco: v. Sora: 32 µg/mc
Valmadrera: 39 µg/mc
Scritto Venerdì 22 gennaio 2021 alle 08:44

PAROLE CHE PARLANO/9

Brontolare, come un cielo in tempesta

Sono certo che possiamo essere tutti d'accordo: brontolare è da sempre tra gli sport nazionali più diffusi. È il verbo degli insoddisfatti, di quelli che pensano che si poteva fare di meglio e di più, che il mondo sia pieno di ingiustizie, che i politici siano tutti incapaci, che il capufficio sia insopportabile, che il vicino di casa sia troppo rumoroso e maleducato, che i giovani d'oggi...
Se ci pensiamo, usiamo lo stesso verbo anche quando nel cielo estivo sentiamo rimbombare i tuoni, che si inseguono senza sosta. Va però subito precisato che sarebbe proprio questo l'uso più corretto del termine: il cielo non brontola in modo figurato. Insomma, siamo noi a imitare i tuoni quando ci dedichiamo ai mormorii e non viceversa.
La lingua greca ci viene in aiuto e ci informa che brontolare deriva da brontȃn, tuono. Il dio Zeus, Giove per i Romani, era definito Bronton, il tonante, perché è risaputo che una sua prerogativa fosse proprio quella di generare tuoni e fulmini.
È anche per questa ragione che i grandi animali preistorici, che si ritiene facessero vibrare e rombare il terreno, calpestandolo con il loro peso e la loro forza, vengono definiti tonanti dagli scienziati. E infatti hanno coniato nomi come Brontosauro e Brontoterio, rettile il primo, bestia selvaggia il secondo.
E il conosciutissimo, anche per l'ottimo pistacchio, paese di Bronte in Sicilia? Pare che debba il suo nome e la sua origine mitologica al ciclope Bronte, grande, grosso e... anche lui tonante. Non per niente i ciclopi, Polifemo compreso, sono spesso associati al rombante vulcano Etna dove, secondo la mitologia classica, venivano forgiate le armi degli dei e i fulmini di Giove.
Una curiosità. Le sorelle Brontë, scrittrici vittoriane, conosciute particolarmente per i capolavori Jane Eyre e Cime tempestose, devono il loro cognome, come afferma un'attendibile ricostruzione, all'omaggio che loro padre, Patrick Prunty o forse Brunty, volle fare all'ammiraglio Horatio Nelson che era stato insignito del titolo di duca di Bronte dal re Ferdinando III di Sicilia. Papà Patrick modificò quindi il suo cognome ma, per evitare che la pronuncia inglese eliminasse la e finale, decise di dotarla di una dieresi. Quindi si pronuncia proprio Bronte.
Articoli correlati:
15.01.2021 - Parole che parlano/8
08.01.2021 - PAROLE CHE PARLANO/7
01.01.2021 - PAROLE CHE PARLANO/6
25.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/5
18.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/4
11.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/3
04.12.2020 - PAROLE CHE PARLANO/2
27.11.2020 - PAROLE CHE PARLANO: la nuova rubrica del venerdì a cura dello scrittore lecchese Dino Ticli
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco