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Scritto Venerdì 22 gennaio 2021 alle 13:04

Lecco: partiti i lavori per il nuovo oratorio, costo 3.5 milioni

Tre milioni e 500mila euro per il «sogno» di Monsignor Assi. Il nuovo Oratorio san Luigi di Lecco, tanto atteso, vedrà presto la luce: i primi lavori di scavo hanno infatti preso il via proprio questa mattina 22 gennaio con la con la fase preparatoria di pulizia del cantiere e demolizione dei fabbricati preesistenti dell’ex fabbrica Faini. Nei prossimi giorni, la bonifica del terreno e i collaudi: a sovrintendere ai lavori l’Arpa regionale e la Sovrintendenza archeologica. 



Terminata questa prima fase «preparatoria» potrebbe iniziare lo scavo delle fondazioni, presumibilmente fra la prossima estate e il mese di settembre: all’opera al momento è la ditta «Redaelli S.p.a.» di Molteno su progetto dello Studio Geologico Lecchese del dottor Massimo Riva, che cederà il passo in fase di scavo vero e proprio alla «Valagussa» di Merate. Ancora da appaltare invece i lavori di costruzione dell’oratorio e dell’impiantistica elettrica. A presentare i conti, Mario Galli: «Tre milioni e 500mila euro sarà il costo, secondo un piano finanziario di copertura coerente, credibile e sostenibile. Tre, le fonti di ricavo, tra liquidità disponibile, contributi a fondo perduto di enti terzi, cessioni o alienazioni: per realizzare questo sogno come si può immaginare è stato necessario anche fare alcuni sacrifici»


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Tra le liquidità la più importante si deve a un grosso lascito di una anonima lecchese che ha destinato alla parrocchia 500mila euro tra beni mobili e immobili, oltre a 200mila euro di accantonamento e ad un fondo costituito presso la Fondazione Comunitaria Lecchese di 110mila euro: «Lì sono confluite anche diverse donazioni fatte dai cittadini - ha specificato il prevosto Monsignor Davide Milani – a cui va tutta la nostra riconoscenza. L’oratorio è un progetto per il futuro dei nostri giovani e della nostra città: sarà una nuova piazza per la vita sociale dei lecchesi e ha bisogno dell’aiuto di tutti. Voglio lanciare un appello a tutti i lecchesi, per pensare al loro futuro e al futuro dei nostri giovani come si faceva un tempo». Tra le liquidità, anche dei contributi a fondo perduto da enti terzi, di cui uno CEI a valere sull’8 per mille, che ammonta a circa 800mila euro. Tra le cessioni, due fabbricati e un’area parcheggi di circa 20 posti sui 120 totali, e la più importante, il fabbricato ex Tognolo che ospita Caritas, Cooperativa Arcobaleno e Mensa di san Nicolò che verranno trasferiti nella nuova Casa della Carità, in fase di ultimazione. Due milioni e mezzo in tutto, dunque e un indebitamento di circa un milione di euro al momento e per cui si conta «sull’aiuto dei lecchesi» per poterlo almeno ridurre.




«Quello che viviamo oggi – ha commentato il prevosto – malgrado si inserisca in un periodo buio e di sofferenza, è un momento storico per noi tutti: l’ambizione nostra è che lo sia anche per tutti i lecchesi. Quest’area, nel cuore di Lecco, tra la Basilica e il centro, tra la zona del commercio, dell’istruzione, della cura, oramai da decenni si stava caratterizzando come una ferita. E’ un progetto molto importante perché voluto, immaginato e desiderato da tanto tempo e da tante persone a partire da Monsignor Assi, uno dei miei predecessori, che quarant’anni fa decise di acquistare quest’area, chiamata “Faini”, che ha svolto funzioni industriali per un secolo: la acquistò perché comprese l’importanza che poteva avere un suo ampliamento per il futuro della Comunità e dell’oratorio. Da lui in poi tutti i prevosti che si sono succeduti si sono impegnati in questo progetto, ciascuno ha fatto la sua parte. E’ un progetto ambizioso: chi mi ha preceduto ha sognato in grande. Colgo l’occasione per ringraziare l’ultimo dei miei predecessori, Monsignor Franco Cecchin che ha contribuito in maniera decisa al risultato che questa mattina presentiamo».



Ancora qualche mese dunque, per le nuove strutture dell’Oratorio che si inseriscono nel più ampio progetto del Nuovo Centro di Comunità san Nicolò, che comprende il Cinema Aquilone e la Casa della Carità, fra le altre cose: un campo di calcio e un fabbricato nuovo di zecca, con sale polifunzionali, servizi, bar. Al piano terra un ampio salone da 154 posti a sedere a cui si accede tramite due porticati esterni, di cui uno costituirà un vero e proprio ingresso alla struttura. Sullo stesso piano, il bar. Al piano superiore, le aule del catechismo. Storica la data di oggi, e ancora di più lo sarà la data che segnerà la fine dei lavori, prevista non prima del 2023.
A.I.
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