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Scritto Sabato 23 gennaio 2021 alle 11:59

Amarcord: 20 anni fa la 'guerra' tra Malgrate e Valmadrera per... una colonnina

Sono già trascorsi vent’anni (e quindi le nuove generazioni non possono ricordare) dalla “guerra” scoppiata sul finire del Novecento e l’inizio del Duemila per la “colonnina” rimossa dal Gaggio, in territorio comunale di Valmadrera, e posizionata a Malgrate presso il porticciolo sul lungolago.


Il capitello con la croce alla rotonda di via Gaggio, in Comune di Valmadrera

Da sottolineare, più che mai, il ruolo assunto in quella circostanza dai nonni come custodi e testimoni della memoria. Scesero, ovviamente, in campo anche gli esperti di storia locale: il cavaliere Achille Dell’Oro di Valmadrera e il prof. Romolo Bonfanti di Malgrate. Vennero setacciati archivi comunali e parrocchiali per ricostruire la storia della colonnina contesa tra i due Comuni.
Ma cosa era successo? Il sindaco di Malgrate Gianni Rota, ritenendo che il manufatto era posizionato in località Gaggio, sulla linea di confine fra i due paesi alle spalle della linea ferroviaria - che dalla realizzazione di quest'ultima poteva aver subito leggeri modifiche ma ugualmente determinanti per passare da un “campo” all’altro - aveva deciso di effettuare un’incursione di “commandos” portando la colonnina a Malgrate. Venne messa sulla sponda del lago, nelle vicinanze dell’antico porticciolo che negli anni ’60 era stato conservato come tale da un progetto di copertura per ricavarne un parcheggio auto. La volontà popolare vinse con il remo contro il motore.


La colonnina quando era stata collocata presso il porticciolo di Malgrate

Il sindaco Gianni Rota sosteneva che la colonnina al Gaggio era stata collocata dopo essere stata tolta dalla riva del lago nel 1927/1928, durante i lavori di prolungamento della strada costiera verso la Rocca di Parè e, quindi, sul nuovo tratto sino ad Onno di Oliveto Lario. Le ricerche d’archivio contribuirono a chiarire l’entità delle opere e i relativi spostamenti per la nuova importante arteria lariana, ma furono determinanti le testimonianze di alcuni nonni di Malgrate, e anche di Valmadrera. Dai loro racconti era emerso che il capitello, con la croce in località Gaggio, era quello che doveva essere ricordato per le processioni delle Rogazioni primaverili, preghiere di protezione all’inizio della stagione agricola. Alcuni anziani chierichetti di Malgrate ricordavano che in anni bellici avevano partecipato alla processione, di buon mattino, verso il Gaggio, e che in tale zona giungevano anche alcuni fedeli di Valmadrera.


Una panoramica del vecchio porticciolo di Malgrate

Nel periodo più intenso delle polemiche e delle testimonianze non mancarono interventi curiosi e suggerimenti singolari per evitare ulteriori contese e per stipulare la pace: un lettore scrisse ad un quotidiano locale suggerendo di concludere la sfida con una partita a calciobalilla fra le rappresentanze comunali di Valmadrera e di Malgrate guidate dai rispettivi sindaci, Antonio Rusconi e Gianni Rota. Un altro intervento sulla vicenda della colonnina contesa suggerì, invece, una sfida a pallone presso il centro sportivo del Rio Torto fra le due “nazionali” municipali. Un altro lettore, ancora, propose di dare un “tocco” gentile alla sfida, affidando il calcio d’inizio alla valmadrerese Silvia Vitali, che era appena stata Regina Grigna al Carnevalone lecchese, dopo essere stata finalista a Miss Italia. Concludeva commentando, il lettore, che un avvio di tale tipo avrebbe favorito l’affluenza al Rio Torto del pubblico della grandi occasioni.


I due sindaci: Gianni Rota di Malgrate e Antonio Rusconi di Valmadrera

“E così, nella parte terminale della missiva, si sottolineava che alla disputa remiera della Bigoncia avrebbe potuto essere affiancato il palio calcistico della colonnina fra Valmadrera e Malgrate”. Non ce ne fu bisogno, la pace venne firmata riportando il capitello presso la rotonda di via Gaggio in Valmadrera dove tuttora spicca a futura memoria e come abbraccio di amicizia.
A.B.
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