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Scritto Martedì 26 gennaio 2021 alle 08:48

Brigatti (Lecco Merita di Più): #UNONONBASTA

“Siamo giovani in Italia. Siamo troppi in aula e siamo solo un numero, siamo tirocinanti non pagati o siamo cervelli in fuga, siamo precari se non siamo disoccupati. Siamo il futuro. E siamo senza soldi.”
Perché? Diverse realtà giovanili lo stanno chiedendo a chi in questo momento sta decidendo come utilizzare i 196 miliardi di Next Generation, il programma di maxi-prestito europeo per rimediare ai danni del Covid-19 e, in teoria, per investire nel futuro del nostro Paese.
Il Governo italiano sta scegliendo - ancora una volta - di non investire nel suo futuro, i giovani, la fascia più colpita dalla crisi causata dal COVID-19 dal punto di vista lavorativo: secondo le bozze del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), per “giovani e politiche del lavoro” l’Italia investirà solo l’1,7% dei fondi europei, circa 3,4 Miliardi.
Uno studio comparativo tra la bozza del Piano nazionale e le bozze degli altri Paesi europei mostra come La Francia abbia messo in campo circa 15 miliardi direttamente riferibili alla gioventù, il Portogallo l’8,7% delle risorse del Next Generation, la Spagna il 17,6% su istruzione e formazione per combattere la disoccupazione. Tutto questo considerando che l’Italia presenta un tasso di disoccupazione giovanile pari al doppio della media europea.
L’1% è poco. Soprattutto per la nazione che risulta essere la peggiore per giovani che non studiano, né lavorano, e che negli ultimi 10 anni ha visto 250 mila giovani lasciare l’Italia, per una fuga all’estero costata 16 miliardi.
Per questo è stata lanciata e invito tutti a firmare (insieme a 100.000 persone che l’hanno già fatto) la petizione #UnoNonBasta per chiedere al governo che almeno il 10%,non l’1%, venga destinato ai giovani e  alle politiche attive per un loro inserimento nel mondo del lavoro.
Queste risorse, si tratta di circa 20 miliardi, sono necessarie per:
Facilitare (davvero) l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro - con tirocini retribuiti, detrazioni fiscali per assunzioni, bonus per apprendistato e servizio civile.
Orientare e formare 300.000 giovani a nuovi (e richiesti) mestieri,  con percorsi di formazione dedicati, perché alla maggioranza di questi lavoratori saranno richieste competenze in ambito digitale o “energetico-ambientale”.
Reinserire professionalmente 350.000 giovani che attualmente non studiano né lavorano (i NEET, che in Italia hanno raggiunto la quota del 27,8%, il numero più alto in Europa che ha una media del 16,4%) con borse di studio e lavoro, corsi professionalizzanti su misura, e tramite l’istituzione di uno sportello per il career coaching.
Next Generation è un investimento storico, unico nel suo genere. Per la prima volta possiamo investire davvero nell’Italia di domani, la nostra. È l’ultima opportunità... ed è l’unica. Perchè Un Paese che NON investe nei giovani, NON investe nel futuro.
Simone Brigatti - Lecco Merita di Più
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