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Scritto Martedì 26 gennaio 2021 alle 17:30

Omesso versamento delle ritenute di Aerosol: la 'difesa' di Giovanni Bartoli in Tribunale

La sede di Valmadrera della Aerosol
È accusato di omesso versamento delle ritenute dei dipendenti per l’anno 2017 per una cifra pari a 314mila euro Giovanni Bartoli, legale rappresentante di Aerosol Service Italiana srl, società con sede a Valmadrera - dichiarata fallita a novembre del 2019 -  specializzata nella produzione farmacologica e del parafarmaco. Questa mattina al cospetto del giudice monocratico Giulia Barazzetta si è svolta la prima udienza della fase istruttoria, interamente dedicata all’escussione dei testimoni della difesa di Bartoli, rappresentata dall’avvocato Stefano Artese, avendo le parti acconsentito all’acquisizione al fascicolo del giudice della relazione di un funzionario dell’agenzia delle entrate, unico testimone della pubblica accusa (oggi rappresentata dal Vpo Mattia Mascaro). I tre testimoni chiamati dalla difesa hanno, in sostanza, raccontato tutti le stesse circostanze: i debiti della società non potevano essere pagati. È stato un ex collaboratore di uno studio che curava la contabilità della srl di Valmadrera che ha esposto al giudice il “crollo” della società avvenuto nel 2018: a febbraio di quell’anno la produzione era stata fermata dalla Regione e dall’Arpa - dopo un sopralluogo di quest’ultima congiuntamente ai Vigili del Fuoco - per mettere in sicurezza i locali, rendendo impossibile lavorare. “Il nulla osta per tornare al lavoro è arrivato a giugno ma nel frattempo i dipendenti della società avevano presentato istanza di fallimento” ha detto il testimone rispondendo alle domande dell’avvocato Artese. "Non rimaneva altro da fare se non presentare un concordato preventivo. Ma essendo stata ferma la produzione per quattro mesi è difficile che i debiti anteriori potessero essere pagati e una volta presentata la domanda di concordato è stato aperto un conto corrente dalla procedura a novembre del 2018 e tutto il denaro confluiva lì”. Il concordato preventivo, ricordiamo, non era stato tuttavia omologato, portando la società dritta alla sentenza di fallimento.
Sulla stessa “riga” del primo teste si è espresso un ingegnere esterno alla società, con cui ha collaborato in qualità di responsabile della riorganizzazione dell’azienda: “il problema che è sorto era di tipo organizzativo” ha detto l’uomo. “E' poi è diventato un problema di produzione. Aerosol non era in regola con la “direttiva Seveso” e quindi ha sospeso le attività per via di un propellente gpl utilizzato nella produzione. Per sistemare i locali però erano stati fatti fuori tutti i soldi: di fatto quindi si poteva ripartire a giugno del 2018 ma non avevamo più la liquidità per poterlo fare”. L’ultimo testimone chiamato stamane a deporre aveva invece coadiuvato da aprile del 2018 l’amministratore negli adempimenti dei cedolini paga dipendenti e ha dichiarato che il modello 770 era stato presentato il 26 novembre di quell’anno in pendenza di concordato e, seppur in modo tardivo -essendo il termine ultimo della presentazione fissato al 31 ottobre- era stato accettato con ravvedimento operoso.
Il giudice, terminate le testimonianze, ha rinviato il processo per la discussione al prossimo 23 marzo su richiesta della pubblica accusa, per meglio visionare la documentazione presentata oggi al fascicolo del dibattimento da parte della difesa.
B.F.
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